Recensione Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda

Con la recensione di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda, in questo periodo di pandemia mondiale, il Covid ci ha portato via uno degli scrittori più conosciuti del nostro secolo. Non potevo che rendere omaggio a Sepúlveda con il suo libro forse più conosciuto.

Recensione Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda

Titolo: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare Link Amazon
Titolo originale: Historia de una gaviota y del gato que le enseñó a volar
Autore: Luis Sepúlveda
Editore: Salani
Data uscita: 1996
Pagine: 128
Narrazione: Terza persona
Finale: conclusivo  

Sinossi

I gabbiani sorvolano la foce dell’Elba, nel mare del Nord. Banco di aringhe a sinistra stride il gabbiano di vedetta e Kengah si tuffa, insieme agli altri. Ma quando riemerge, il resto dello stormo è volato via, e il mare è una distesa di petrolio. A stento spicca il volo, raggiunge la terra ferma, poi stremata precipita su un balcone di Amburgo. C’è un gatto, su quel balcone, un gatto nero grande e grosso di nome Zorba, cui la gabbianella morente affida l’uovo che sta per deporre, non prima di aver ottenuto da lui tre solenni promesse.

E se per mantenere le prime due sarà sufficiente l’amore del gatto, per la terza ci vorrà una grande idea e l’aiuto di tutti. In questo racconto, che ha la grazia di una fiaba e la forza di una parabola, il grande scrittore cileno tocca i temi a lui più cari: l’amore per la natura, la solidarietà, la generosità disinteressata. Ma soprattutto riconosce all’uomo un ruolo fondamentale: non solo distruttore e inquinatore, ma anche salvatore, in un messaggio di speranza di altissimo valore poetico.

Recensione di Ines
Recensione di Gabriella

Recensione di Ines

Con la recensione di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda si racconta la storia di una gabbianella che volava felice nell’aria insieme al suo stormo, ad un tratto, si tuffa nel mare per mangiare qualche piccola aringa, ma il mare non è acqua ma una distesa di petrolio e la povera gabbianella non riesce più a volare libera nel cielo perché le sue ali si sono inzuppate di quell’ oro nero.

“Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia.”

Non si lascia demordere perché, anche se sa che è l’ultima cosa che farà, raccoglie le sue ultime forze e riesce a raggiungere la città ma precipita sul balcone di una casa dove abita Zorba, un gatto grosso dal mantello nero e peloso e gli fa promettere d’insegnare a volare alla gabbianella che nascerà quando l’uovo, che ha deposto, si schiuderà.

“E’ molto facile, sai, accettare chi è uguale a noi, ma con chi è diverso è molto difficile.Tu sei una gabbiana e devi seguire il tuo destino di gabbiana. Devi volare!Quando ci riuscirai sarai felice.I tuoi sentimenti verso di me ed i miei verso di te non cambieranno, anzi saranno più belli, più genuini e più forti e testimonieranno che esiste l’affetto tra esseri completamente diversi”.

Come tutte le favole che si rispettino, anche questa, porta con delicatezza, dei messaggi molto importanti: l’amicizia, l’apertura verso gli altri e al diverso, la solidarietà, l’empatia, la disponibilità, il mantener fede alla parola data, il coraggio con cui affrontare le prove della vita, il rispetto della natura e, per finire, la critica al comportamento umano.

“L’umano accarezzò il dorso del gatto. «Bene, gatto. Ci siamo riusciti» disse sospirando. «Sì, sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante» miagolò Zorba. «Ah sì? E cosa ha capito?» chiese l’umano. «Che vola solo chi osa farlo» miagolò Zorba.”

Un capolavoro che tutti i bambini dovrebbero leggere ma ancor di più, tutti gli adulti. La scrittura semplice di Sepúlveda ti fa immergere tra le pagine e ti fa riflettere. Come ho detto in precedenza, una grande perdita per il mondo letterario. Se non l’avete ancora fatto leggete i suoi libri: anch’io mi sono preposta di recuperarli tutti.

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Recensione di Gabriella

I gabbiani sono uccelli che vivono in branchi e si spostano alla ricerca di cibo. Questo è quello che solitamente succede, ma la gabbiana Kengah rimane intrappolata in una macchia di petrolio che si trovava nell’acqua del mare e cercando di salvarsi va a posarsi sul balcone dove vive Zorba, un gatto nero grande e grosso.Allo sfinire delle sue forze depone un uovo sul balcone e chiede a Zorba di prendersi cura dell’uovo esprimendo 3 desideri che lui a nome dei gatti del porto farà di tutto per portare a termine.

Da quest’uovo nasce una gabbianella che diventerà parte integrante di questo gruppo di gatti e che li porterà a prendere decisioni anche per lei e far si di portare a termine la promessa che Zorba fece alla gabbiana Kengah. Ho letto questa storia con i miei bambini e sia io che loro siamo rimasti completamente attratti da questo racconto tanto da riuscire a finirlo in un pomeriggio.

“<<Andremo assieme. I problemi di un gatto del porto sono problemi di tutti i gatti del porto>> Dichiarò solennemente Colonnello.”

Questa storia parla si di un’amicizia nata per caso tra un gatto, una gabbianella e un branco di gatti, ma tira fuori anche argomenti importanti come l’inquinamento che sta prendendo sempre più piede e che sta distruggendo il nostro eco-sistema e che come al solito Sepùlveda riesce a raccontare non solo agli adulti ma anche ai bambini, in una maniera che ti entra sin dentro le ossa.

“<<Sono sicuro che un giorno farà qualcosa di importante, di straordinario, e allora il suo nome verrà inserito nel sesto volume, lettera F, dell’enciclopedia>> affermò Diderot.>>”

Nonostante si trattasse di personaggi non “umani” Sepùlveda è riuscito a far si che entrassi completamente nella storia e mi ritrovassi li con loro cercando di trovare una soluzione ai loro dilemmi.Mi sono emozionata come ben pochi libri riescono a fare e a portarmi dove ancora meno libri di fantasia sono riusciti.

“<<Ora volerai, Fortunata. Respira. Senti la pioggia. E’ acqua. Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali>> miagolò Zorba.”

Bravissimo Sepùlveda, grandissimo scrittore come mai abbiamo avuto.
Consiglio questo libro a tutti, indipendentemente dall’età per aprirci anche gli occhi su quello che stiamo causando al nostro ambiente e ai suoi abitanti.

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