Recensione The Hate U give Il coraggio della verità di Angie Thomas

The Hate U give Il coraggio della verità di Angie Thomas
 
 

Mai come in questo momento con la recensione di The Hate U Give Il coraggio della verità di Angie Thomas mi sembra molto attuale nonostante sia stato pubblicato nel 2017. Questo libro è stato un travolgente caso editoriale, tanto che nell’arco di un anno hanno anche prodotto la sua trasposizione cinematografica.

Titolo: The hate u give. Il coraggio della verità Link Amazon
Titolo originale: The hate u give
Autore: Angie Thomas
Editore: Giunti Editori
Data Uscita: 30 agosto 2017
Pagine: 332
Narrazione: Prima persona
Finale: conclusivo 

Sinossi

Starr si muove tra due mondi: abita in un quartiere di colore dove imperversano le gang ma frequenta una scuola prestigiosa, soprattutto per volere della madre, determinata a costruire un futuro migliore per i suoi figli. Vive quasi una doppia vita, a metà tra gli amici di infanzia e i nuovi compagni. Questo fragile equilibrio va in frantumi quando Starr assiste all’uccisione di Khalil, il suo migliore amico, per mano della polizia. Ed era disarmato. Il caso conquista le prime pagine dei giornali. C’è chi pensa che Khalil fosse un poco di buono, perfino uno spacciatore, il membro di una gang e che, in fin dei conti, se lo sia meritato. Quando appare chiaro che la polizia non ha alcun interesse a chiarire l’episodio, la protesta scende in strada e il quartiere di Starr si trasforma in teatro di guerriglia. C’è una cosa che tutti vogliono sapere: cos’è successo davvero quella notte? Ma l’unica che possa dare una risposta è Starr. Quello che dirà – o non dirà – può distruggere la sua comunità. Può mettere in pericolo la sua stessa vita.

Recensione di Gabriella
Recensione di Ines

Recensione di Gabriella

Starr è una ragazza che vive in un quartiere malfamato e la sua famiglia pur di proteggere lei e suo fratello li manda a studiare fuori, lontano dalla loro abitazione. Ma proprio per questo lei si ritrova a vivere due vite: quella dove lei vive nel quartiere di colore pieno di gang e quella della ragazza per bene in una scuola privata nei quartieri residenziali. Una sera però incontra quello che era stato suo grande amico d’infanzia e ne assiste all’uccisione da parte di un poliziotto durante una pattuglia.

“L’odio che rovesciamo sui bambini fotte tutti.”

Mi era stato proposto di leggerlo quasi un anno fa, ma questo era uno di quei libri che non mi chiamavano, ultimamente, leggendo altri libri, questo veniva continuamente menzionato e allora mi sono decisa a leggerlo. Mai decisione fu più saggia e apprezzata.

“Ho imparato molto presto che le persone sbagliano, e che tu devi decidere se i loro errori sono più grandi del tuo amore.”

Sin dall’inizio mi sono ritrovata dentro il libro, scritto benissimo, i personaggi li ho trovati reali e nonostante la grande differenza di età che mi separa dalla protagonista mi sono ritrovata in lei e mi sono ritrovata anche nei suoi genitori.

“Permettiamo alle persone di dire certe cose, e loro le dicono così spesso che dopo un po’ lo trovano ammissibile e noi normale. Ma che senso ha avere una voce, se poi resti in silenzio quando non dovresti?”

“Certe volte va tutto nel verso sbagliato… Ma il segreto è continuare a fare la cosa giusta.”

Penso sia uno di quei libri che ti porta a pensare, a riflettere: cosa avrei fatto se mi fossi trovata anche io in quella situazione? Sarei stata abbastanza forte e coraggiosa da farlo anche io? Sarei andata avanti per la mia strada o mi sarei battuta? Credo che finché non ci si ritrova non lo si può sapere, per lo meno, io non lo so. Libro bellissimo!

Recensione di Ines

Grazie alla Recensione The hate u give di Angie Tomas fatta da Gabriella, mi sono riproposta di leggere il libro e grazie alla mia biblioteca ci sono riuscita. Già dalle prime pagine la scrittrice è stata capace di catapultarmi dentro la storia.

In questo funesto 2020 abbiamo avuto modo di vedere come ancora al giorno d’oggi ci sia il razzismo, soprattutto in alcuni stati americani. Questo libro racconta proprio la storia della sedicenne Starr che ha vissuto sulla sua pelle il razzismo da parte di un poliziotto.

«Perché ascolti sempre questa musica preistorica?»
«Stai scherzando? Tupac era la verità.»
«Sì, vent’anni fa.»
«Nah, anche adesso. Per esempio.» Mi punta contro un dito, il che significa che sta per lanciarsi in uno dei suoi sermoni filosofici. «’Pac diceva che Thug Life, cioè “vita da teppista”, stava per “The Hate You Give Little Infants Fuck Everybody. L’odio che rovesciamo sui bambini fotte tutti.” […] Nel senso che quello che la società ci vomita addosso da piccoli le si rivolta contro quando ci incazziamo. Capisci?»
«Cavolo, sì».

Starr si divide in due tutti i giorni perché dopo la morte della sua amica d’infanzia, i suoi genitori hanno deciso di trasferirla in una scuola nella parte “bella” della città e qui lei non può essere la Starr del ghetto. Deve comportarsi e parlare in modo appropriato (se vogliamo dirlo più elegantemente) anche i suoi vestiti cambiano ma lei non è se stessa nemmeno con il suo fidanzato bianco.

“È che ci sono certi posti dove essere me stessa non basta. In nessuna delle due versioni”

Quando è nel ghetto però si sente un pesce fuor d’acqua, le sta stretto, vuole realizzare tutti i suoi sogni. Insomma vive due vite che non la soddisfano. Dopo una festa in cui c’è stata una sparatoria, si fa accompagnare verso casa dal suo amico d’infanzia Khalil ma vengono fermati da una pattuglia di polizia. Da qui la sua vita non sarà più la stessa.

“Ma questa storia va al di là di me e di Khalil. Riguarda Noi, con la N maiuscola; tutti quelli che hanno la nostra stessa pelle, che provano le nostre stesse emozioni, che stanno soffrendo con noi pur non conoscendoci. E il mio silenzio non ci sta aiutando”

Questo è un libro per ragazzi ma che deve assolutamente essere letto da tutti. Lo stile di scrittura è accattivante, molto ricercato anche se semplice; ho percepito i soprusi fatti a Starr nella mia pelle e ho provato le sue emozioni da quanto mi sono immedesimata nella storia. Ho amato tantissimo i genitori di Starr soprattutto il padre che, nonostante i suoi errori di gioventù, ha una morale altissima. Non sono da meno tutti i personaggi descritti, tranne qualcuno, sono tutti ben caratterizzati.

L’ho già visto succedere un sacco di volte: un nero viene ucciso soltanto perché è nero e si scatena l’inferno. Anch’io ho twittat hashtag commemorativi, condiviso foto su Tumblr e firmato ogni singola petizione. Dicevo sempre che se ne fossi stata testimone avrei gridato più forte di tutti, perché il mondo sapesse cosa era accaduto.
Ora sono quella persona, e ho troppa paura per parlare.

Questo è un libro che ti fa molto riflettere, ti fa capire che nonostante gli anni passino, i pregiudizi ci sono e ci saranno sempre e questo purtroppo non fa bene a nessuno. Non so se io sarei riuscita a fare quello che Starr fa perché, secondo me, se non ci si trova in mezzo, le parole lasciano un po’ quello che trovano.
Libro consigliatissimo e che mi ha stupito tantissimo tanto che sono andata a vedere se fossero stati tradotti altri suoi libri.

voto dieci

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