Recensione La casa del sonno di Jonathan Coe

Con la recensione de La casa del sonno di Jonathan Coe, oggi vi parleremo del libro di questo scrittore britannico.

Recensione La casa del sonno di Jonathan Coe

Titolo: La casa del sonno Link Amazon
Titolo originale: The house of sleep
Autore: Jonathan Coe
Editore: La Feltrinelli
Data Uscita: Settembre 1999
Pagine: 307
Narrazione: Prima persona, doppio pov
Finale: conclusivo

Sinossi

Cuore di questo romanzo è un edificio abbarbicato in cima a uno scoglio a picco sull’oceano: la “casa del sonno” del titolo. Nei primi anni Ottanta è un alloggio per studenti universitari.
E’ qui che si incontrano, si sfiorano o s’ignorano i destini dei personaggi. “Il sonno non serve, umilia. I grandi non dormono.
È una vera risorsa la veglia dell’intelligenza? Su questa e altre ossessioni parallele si interroga un’ eterogenea comunità di studenti che si ritrova, adulta, a inciampare nel malessere, nella follia, e anche nelle comiche incongruenze della vita.”

Recensione di Gabriella

Ho intrapreso la lettura di La casa del sonno assolutamente in punta di piedi, visto che ho passato un periodo dove non riuscivo a leggere nulla e quindi con la premessa che, qualora non lo avessi trovato nelle mie corde, mollarlo senza remore.
In realtà questa possibilità non si è verificata perché dopo i primi capitoli, alternati tra passato e presente, la storia e il suo modo di essere narrata mi ha presa in pieno.

I personaggi li ho trovati molto particolari, ognuno con delle particolarità che li ha contraddistinti l’uno dall’altro ma che alla fine avevano in comune tutto: la storia, gli intrecci che li portava continuamente a incontrarsi e scontrarsi. Nulla lasciato al caso, nulla messo lì senza un motivo.
Tutto girato sul tema del sonno.
Libro complesso che ti fa girare bene “le rotelle” per capire dove ti vuole portare Jonathan Coe.

Assolutamente consigliato.

“So bene che è un luogo comune dire che i film sono come i sogni: una forma dell’inconscio collettivo,” attacco Terry, “ma riflettevo che mai nessuno ha portato alle estreme conseguenze quest’idea. Ci sono diversi tipi di sogni, no? E allo stesso modo, naturalmente, ci sono i film dell’orrore, che sono come gli incubi, e ci sono i film porcelloni, tipo Gola profonda e Emmanuelle, che sono i sogni bagnati. “ Bevve un sorso della sua cioccolata bollente e stucchevole e cominciò a infervorarsi. “Poi ci sono i remake, le storie che vengono fatte e rifatte continuamente, e quelle corrispondono ai sogni ricorrenti.

Infine ci sono i sogni d’evasione, i sogni visionari, come Orizzonte perduto o Il mago di Oz. Ma quando un film si perde, quando non viene mai proiettato in pubblico, quando tutte le copie scompaiono e non esiste anima viva che l’abbia visto, quello è il più bel genere di sogno in assoluto. Perché è il tipo di sogno che avrebbe potuto essere, proprio lui, il migliore che hai avuto in tutta la tua vita, solo che ti scivola via dalla mente nell’attimo stesso del risveglio, e pochi secondi dopo non ricordi più nulla. “

…”Occhio non è solo lo strumento attraverso il quale osserviamo il mondo; esso è in pari tempo un occhio, vale a dire l’io più riposto che si colloca al centro del mondo.“

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