Recensione C’è un Leopardo in terza C di Angela Molfetta

c'è un leopardo in terza c di Angela Molfetta

Con la Recensione di C’è un Leopardo in terza C di Angela Molfetta, vi parlo di questo romanzo che affronta un tema d’attualità. Venite a scoprire cosa si nasconde tra le pagine.

Recensione C'è un Leopardo in terza C di Angela Molfetta

Titolo: C’è un Leopardo in terza C Link Amazon
Autore: Angela Molfetta
Editore: Self Publishing
Data Uscita: 14 ottobre 2019
Pagine: 122
Narrazione: prima persona
Finale: conclusivo 

Sinossi

“C’è un leopardo in terza C!” è il diario tragicomico di Leo, un quattordicenne sveglio e studioso, appassionato di scrittura e dal linguaggio forbito. In seguito al trasferimento in una nuova città per motivi di lavoro del padre, si trova a dover cambiare scuola ad anno scolastico inoltrato. L’inserimento nella nuova classe, com’era prevedibile, presenta alcune difficoltà. Una di queste ha un nome e un cognome: Gabriele Giurati, il bullo. Le giornate di Leo si consumano lente nella sofferenza tra un’angheria e uno scherzo, compagni di classe indifferenti, insegnanti di varia umanità, nuove amicizie, genitori un po’ eccentrici e distratti, una sorella rompiscatole e lezioni di clavicembalo.

Le prevaricazioni che è costretto a subire quotidianamente lo inducono a contare i giorni che mancano alla chiusura della scuola, nella speranza che l’incubo abbia fine. Pur trattandosi di una storia di bullismo, l’esperienza di Leo non si esaurisce nel ruolo di vittima: il diario si fa a tratti dialogo interiore fra dubbi, aspettative, desideri e fallimenti di un preadolescente in continua oscillazione tra umori contrastanti e ricerca di affermazione della propria identità.

Recensione di Ines

Recensione C’è un Leopardo in terza C di Angela Molfetta. Ho iniziato questo libro grazie a un gruppo di letture mensili. Non posso dire che sono rimasta sorpresa dalla scrittura di Angela perché di lei ho avuto il piacere di leggere altro quindi già conoscevo il suo stile di scrittura e la sua ironia. Posso però dire che non mi aspettavo il tema che si affronta nelle righe di questo romanzo. Un tema che al giorno d’oggi è molto d’attualità forse addirittura uno di quelli che abbonda nella nostra società: Il BULLISMO. 

“Un agente è sceso per verificare cosa fosse successo e ci ha invitati a toglierci in fretta da lì, affermando che non fosse sicuro. Come se stare su un pullman guidato da un conducente imbufalito con accanto una tipa dal rigurgito seriale fosse molto più sicuro!”

In questo libro il protagonista assoluto è Leopoldo un ragazzino alle prese con l’ultimo anno di scuola media, appena trasferito in una città nuova e quindi in una nuova classe.  Nella sua nuova scuola, ahimè è vittima di bullismo e quindi, non sapendo con chi parlarne scrive questo diario dove racconta le sue giornate che vanno dal menefreghismo dei genitori alle angherie che alcuni suoi compagni di classe gli fanno. Per fortuna ha un’alleata che con il suo supporto lo aiuta a superare le giornate. 

“E’ incredibilmente sicura di sé, senza essere spocchiosa. E’ superiore a tutti, senza essere presuntuosa. E’ disponibile, senza essere servile. E’ giusta, senza essere un giustiziere. Unica.”

Il libro è proprio scritto come un diario con il conto alla rovescia dei giorni che dividono Leo dalla fine della scuola e del suo incubo.  Per lui la scuola superiore sarà un nuovo inizio.  Leggendo questo libro dentro di me ho vissuto tantissime emozioni contrastanti: sono passata dalla tristezza alla gioia, dal rancore all’odio. Per riuscire ad affrontare il bullismo bisogna avere un carattere veramente forte e bisogna avere al fianco qualcuno con il quale sfogarsi. Mi sale il crimine quando penso che nella realtà, per colpa di alcuni bulli, qualcuno decide di far finire la sua vita.

“Ho sperimentato sulla mia pelle che senza il rispetto per le persone non c’è umanità, ma solo sopraffazione. Ho capito che parlare del proprio disagio con qualcuno, persino con gli adulti, è fondamentale, non c’è niente di cui vergognarsi. Anzi. Se c’è uno che deve provare vergogna, quello è il bullo, non certo la vittima. Ho scoperto che circondarsi di amici, anche pochi ma veri, rappresenta una sorta di salvagente a cui aggrapparsi quando ci si sente colare a picco.”

La scrittrice è stata molto brava a far trasparire i pensieri e le emozioni di Leo raccontando la sua storia e non rendendola mai pesante anzi.  Consiglio questa lettura a tutti, dai più grandi ai più piccoli.    

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