Recensione Matrimonio di convenienza di Felicia Kingsley

Con la recensione di Matrimonio di convenienza di Felicia Kingsley, vi parlo di un altro libro di questa fantastica scrittrice italiana. Conosciamo i personaggi!

Recensione Matrimonio di convenienza di Felicia Kingsley

Titolo: Matrimonio di Convenienza Link Amazon
Autore: Felicia Kingsley
Editore: Newton Compton
Data Uscita: 13 aprile 2017
Pagine: 386
Narrazione: Prima persona, doppio pov
Finale: conclusivo

Sinossi

Jemma fa la truccatrice teatrale, vive in un seminterrato a Londra e colleziona insuccessi in amore. Un giorno però riceve una telefonata dal suo avvocato che potrebbe cambiarle la vita: la nonna Catriona, la stessa che ha diseredato sua madre per aver sposato un uomo qualunque e senza titolo nobiliare, ha lasciato a lei un’enorme ricchezza. Ma a una condizione: che sposi un uomo di nobili natali. Il caso vuole che l’avvocato di Jemma segua un cliente che non naviga proprio in acque tranquille: Ashford, il dodicesimo duca di Burlingham, è infatti al verde e rischia di perdere, insieme ai beni di famiglia, anche il titolo. Ashford è un duca, Jemma ha molti soldi.

Ashford ha bisogno di liquidi, Jemma di un blasone… Ma cosa può avere in comune la figlia di una simpatica coppia hippy, che ama girare per casa nuda, con un compassato lord inglese? Apparentemente nulla… Il loro non sarà altro che un matrimonio di convenienza, un’unione di facciata per permettere a entrambi di ottenere ciò che vogliono. Ma Jemma non immagina cosa l’aspetta, una volta arrivata nella lussuosa residenza dei Burlingham: galateo, formalità, inviti, ricevimenti e un’odiosa suocera aristocratica. E a quel punto sarà guerra aperta.

Recensione di Gabriella

Jemma fa la truccatrice teatrale e ha due genitori molto pittoreschi in quanto sono due hippy. Dopo la morte della nonna eredita un sacco di soldi, ma può entrarvi in possesso solo se sposa un uomo con un titolo nobiliare. Ashford invece è un duca, ha un titolo nobiliare, un castello, una madre molto snob ed è pieno di debiti, tanti da rischiare tutto il casato. Ma l’incontro tra i due protagonisti fa già capire che un possibile matrimonio tra i due è inevitabile come anche saranno inevitabili i loro battibecchi.  

“«Ashford…», inizia mia madre senza sapere come continuare «C’è molto, molto lavoro da fare, qui». Si controlla a stento. «Mamma…», cerco di anticiparla, sapendo che una parola sbagliata potrebbe trasformare Jemma in una bomba a orologeria. «È più che ovvio che non ha idea del ruolo che ha, della posizione della nostra famiglia, del comportamento da tenere in società e Dio sa cos’altro. Temo che si rivelerà un vaso di Pandora. «Ashford, la tua è stata una scelta pericolosa». «Fate pure come se non ci fossi!», ironizza Jemma. «Certo che sì», è la risposta glaciale di mia madre. «Forse, mamma, non è l’atteggiamento giusto per affrontare la cosa». «La aspetto nel mio studio per esaminarla». Detto questo, mia madre gira i tacchi e se ne va.”  

Leggendo questo libro mi sono chiesta diverse volta da cosa avesse preso spunto la scrittrice, ma di idee me ne sono venute tante, da My fair lady, alla bisbetica domata di possibilità ce ne sono state innumerevoli.

Jemma è tutto un programma, molto eccentrica con una famiglia che possibilmente lo è anche più di lei (ho riso da matti quando vanno a conoscere i genitori di lei), ma in alcuni punti lei l’ho trovata un po’ odiosa per la sua cocciutaggine.
Ashford all’inizio l’ho trovato molto british in quanto tutto d’un pezzo, ma per fortuna andando avanti con la storia, le cose sono decisamente migliorate.

“Credi davvero che ci sia un altro pazzo disposto a sposarti?»
«Se non per me, per i miei soldi. Uno già l’ho trovato», gli rispondo guardandolo fisso negli occhi. «Ma quando la finirai?»
«Mai. Tu mi provochi in continuazione!», ribatto.
«È un vizio che non riesco a togliermi».”

La mia sfortuna con questo libro è stata quella di non averlo letto per primo tra i suoi libri e di averlo letto addirittura dopo il suo attuale ultimo, “Due cuori in affitto” che ho adorato. C’è stato un netto cambio di scrittura e di conseguenza un notevole miglioramento.
Lo consiglio come lettura leggera e come approccio al suo modo di scrivere, gli altri li preferisco senza ombra di dubbio.

voto otto

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