Recensione Testimone inconsapevole di Gianrico Carofiglio

Con la Recensione di Testimone inconsapevole di Gianrico Carofiglio, oggi cambiamo decisamente genere e parliamo di un thriller legale, primo volume della serie Guido Guerreri. 
L’autore è stato anche un magistrato e un politico italiano. Ha esordito nella narrativa proprio con questo libro con il quale ha aperto il filone del thriller legale italiano. Con questo libro ha anche avuto diversi riconoscimenti, tra cui la decima edizione del Premio del Giovedì “Marisa Rusconi”, il premio Rhegium Iulii, il premio Città di Cuneo e infine il Premio Città di Chiavari.

Recensione Testimone inconsapevole di Gianrico Carofiglio

Titolo: Testimone inconsapevole Link Amazon
Autore: Gianrico Carofiglio
Serie: I casi dell’avvocato Guerrieri # 1
Editore: Sellerio
Data Uscita: 30 agosto 2002
Pagine: 316
Narrazione: Prima persona, pov del protagonista
Finale: conclusivo   

Sinossi

È stato ucciso un bambino di nove anni. Il piccolo corpo viene ritrovato nel fondo di un pozzo. Un delitto atroce di cui è accusato un ambulante senegalese, Abdou Thiam, che lavora nella spiaggia vicino la casa dei nonni dove il bambino è solito giocare. Inchiodano il senegalese indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. Un destino processuale segnato: privo di mezzi, lo attendono una frettolosa difesa d’ufficio e vent’anni con rito abbreviato. Ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi che trova, nella lotta per salvare Abdou in una spasimante difesa, un nuovo sapore alla vita.

Recensione di Gabriella

In seguito all’omicidio di un bambino di 9 anni, nello studio dell’avvocato Guido Guerreri si presenta una donna che gli chiede di prendere il caso di Adbou Thiam,  un ambulante senegalese che lavora nelle spiagge in prossimità della casa dei nonni del bambino e che è accusato proprio dell’uccisione di quest’ultimo.

Egli è stato accusato in quanto, il gestore del bar vicino alla spiaggia, dice di averlo visto nei pressi dell’abitazione proprio al momento della scomparsa  e una foto trovata in casa sua ritrae il bambino.
Per l’avvocato scatta qualcosa e anche se non ci sono grosse possibilità di essere retribuito per la causa, decide lo stesso di accettare. Tutto questo si scontra nello stesso momento in cui, per l’avvocato, è un momento di grossa crisi esistenziale.

“Anni prima il mio lavoro mi piaceva abbastanza. Adesso invece mi dava un vago senso di nausea.”
“A trentotto anni appena compiuti stavo scoprendo per la prima volta che le cose finiscono davvero”
“… Vivevo nella paura di essere assalito dalla paura”

Ho trovato il libro molto ben scritto. I personaggi sono descritti e delineati molto bene. Guido, con la sua crisi esistenziale e le sue crisi d’ansia, mi ha permesso di entrare completamente in lui e rispecchiarmici proprio per la sua “umanità”.

“Questo mi fece sentire un pò meglio. Non bene, ma un pò meglio. Saltavo la corda, facevo flessioni, addominali, il sacco e facevo a pugni con ragazzi di vent’anni più giovani di me.”

Mi sono piaciute le sue intuizioni e il suo modo di interpretare le cose. Nonostante il suo “parlare in avvocatese” sono sempre riuscita a stare al passo con la scrittura senza per questo perdermi in paroloni. Si vede che Carofiglio si trova nel suo habitat naturale senza per questo farlo pesare al lettore.

“Mi considerava una persona seria ed era certo che non mi sarei fatto venire idee sbagliate, del tipo di andare in corte di assise nella assurda speranza di ottenere una assoluzione. Abdou Thiam sarebbe stato condannato comunque e una corte con giudici popolari lo avrebbe fatto a pezzi.”

La trama non l’ho trovata banale e, anzi, fila via senza intoppi, ti porta a non volerti staccare dalla trama per sapere finalmente come andrà a finire e quale sarà la sentenza finale.
Sicuramente andrò avanti con la serie.

“…Abdou Thiam era in una brutta situazione. 
Addirittura più brutta di quanto mi era sembrato leggendo l’ordinanza di custodia cautelare.
Sembrava uno di quei processi senza prospettive, nei quali andare a dibattimento significava solo un inutile massacro.
Sembrava che Cervellati avesse ragione e che l’unica soluzione per limitare i danni fosse quella di scegliere il giudizio abbreviato.”

Consiglio questo libro agli appassionati di thriller che magari vogliono una valida alternativa agli scrittori internazionali e vogliono leggere qualcosa made in Italy con un’ambientazione nell’Italia del sud.

7

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