Recensione Lo Hobbit di JRR Tolkien

Con la Recensione di Lo Hobbit di JRR Tolkien, vi parliamo del prequel della saga del Signore degli Anelli che già molti di voi conosceranno ma che per Ines è un’assoluta novità. L’autore è stato uno dei più famosi scrittori di fantasy. Andiamo a conoscere il mondo che ha creato.

Recensione Lo Hobbit di JRR Tolkien

Titolo: Lo hobbit Link Amazon
Titolo originale:
The hobbit or there and back again
Autore:
J. R. R. Tolkien
Editore:
Bompiani
Data Uscita:
20 giugno 2012
Pagine:
417
Narrazione:
Terza persona
Finale:
conclusivo

Sinossi

Protagonisti della vicenda sono, per l’appunto, gli hobbit, piccoli esseri “dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari”, che vivono con semplicità e saggezza in un idillico scenario di campagna: la Contea. La placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago Gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell’ignaro Bilbo Baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura. Lo scopo è la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da Smaug, un grande e temibile drago. Bilbo, riluttante, si imbarca nell’impresa, inconsapevole che lungo il cammino s’imbatterà in una strana creatura di nome Gollum.

Recensione di Ines

Il protagonista è un Hobbit molto inquadrato, il signor Bilbo non ama viaggiare come ogni Hobbit che si rispetti: ama la sua casa, il buon cibo in tavola e una fumatina di tanto in tanto. Non cerca mai guai, questo signor Baggins, ed è quindi molto rispettato tra la sua gente, ma ahimè sono i guai a trovare lui, quando lo stregone Gandalf incrocia il suo cammino e vede qualcosa in lui, un potenziale, uno spirito vivo e ardito che aspetta solo una spinta bella forte nel didietro per cominciare un lungo viaggio avventuroso.

Certo è una cosa strana, ma sta di fatto che a parlare delle cose belle e dei giorni lieti si fa in fretta, e non è che interessi molto ascoltare; invece da cose disagevoli, palpitanti o addirittura spaventose si può fare una buona storia, o comunque, un lungo racconto.

Ecco come inizia la storia e la sua spedizione in compagnia di 12 nani guidati dal loro capo Thorin, diretti alla Montagna solitaria, una volta prolifico regno dei nani ma ora occupato dal crudele drago Smog/Smaug, ora a guardia di un immenso tesoro.
Bilbo crescerà molto nel corso di questa avventura: all’inizio sarà più un peso che un aiuto, si farà salvare più di una volta, poi le parti si invertiranno e Bilbo diventerà il vero piccolo eroe di questo viaggio, grazie a una buona dose di fortuna ma soprattutto al proverbiale buonsenso hobbit.

Vedere il mondo, viaggiare, vivere avventure e scampare alla morte in più occasioni cambieranno Bilbo, rendendolo forse un Hobbit peggiore ma una persona più completa che non perderà mai di vista quello che conta davvero: l’amicizia, la pace e il proprio nido accogliente.

“A quel punto Bilbo si fermò. E proseguirefu la cosa più coraggiosa che avesse mai fatto. Gli eventi tremendi che accaddero in seguito furono niente al confrronto: la sua vera battaglia la combatté da solo in quella galleria, ancor prima di vedere l’enorme pericolo che giaceva in attesa.”

Ho deciso di iniziare a leggere lo Hobbit come mia prima avventura tolkieniana, ebbene sì non ho mai letto Tolkien e mai visto i film, penso di essere l’unica.
Inizio col dire che non sono una grande amante del fantasy vecchio stile, soprattutto dove i protagonisti sono elfi e nani ed è per questo che sono partita un po’ prevenuta. All’inizio ho fatto molta fatica a entrare dentro la storia, sia per il tipo di scrittura sia perché appunto non amo questo tipo di personaggi.

Con il passare delle pagine però, e con le varie avventure che Lo hobbit e i nani dovranno affrontare, mi hanno incuriosita sempre più e mi hanno fatto piacere la storia. Continuerò a leggere la saga del Signore degli anelli e poi finito i libri guarderò sicuramente anche i film.

In te c’è più di quanto tu non sappia, figlio dell’Occidente cortese. Coraggio e saggezza, in giusta misura mischiati. Se un maggior numero di noi stimasse cibo, allegria e canzoni al di sopra dei tesori d’oro, questo sarebbe un mondo più lieto. Ma, triste o lieto, ora debbo lasciarlo. Addio! 

Tolkien ha l’incredibile capacità di dipingere mondi complessi con stupefacente semplicità, e quella che è una fiaba fantastica per ragazzini ha molto da dire anche all’adulto che vi si avvicina in età avanzata.
Lo consiglio!

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