Recensione Le corna stanno bene su tutto di Giulia De Lellis

Con la Recensione Le corna stanno bene su tutto di Giulia De Lellis, edita Mondadori, andiamo a conoscere questa biografia e cosa ne pensa Ines.

Recensione Le corna stanno bene su tutto di Giulia De Lellis

Titolo: Le corna stanno bene su tutto Link Amazon
Autore: Giulia De Lellis
Editore: Mondadori
Data Uscita: 17 settembre 2019
Pagine: 160
Narrazione: Prima persona
Finale: conclusivo

Sinossi

Quando meno te lo aspetti arriva quella voglia incontrollabile di condividere una storia. Quella storia. Ho fatto un bel respiro…

Recensione di Ines

Mai avrei pensato di scrivere la Recensione di Le corna stanno bene su tutto di Giulia De Lellis, anzi mai avrei pensato di leggerlo. Si sa che la curiosità è donna quindi mi ci sono buttata per poter valutare di persona cosa ne avesse tirato fuori.
Parto con il dire che sono una fan di Uomini e Donne di Maria De Filippi e, tempo permettendo, seguo tutte le puntate. Già dal programma non potevo sopportare la coppia Damante/De Lellis e da allora non è cambiato nulla.

Dalla tromba delle scale sento la voce di mami Sandra, e poi quella di Veronica, e alla fine, come un suono soave capace di ricordarmi cosa c’è di bello al mondo, sento mia nipote Matilde. Mia sorella ha portato pure lei, la bambina più bella dell’universo (sono di parte, lo so, ma non importa). La vedo sgranare gli occhietti, tendere verso di me le mani piccolissime, sorridermi. La prendo in braccio, la bacio e mi ricordo chi sono. Capisco che devo riprendermi e che devo uscire da questo tunnel di miseria umana nel quale sono barricata da giorni. Devo farlo per me stessa e per le persone che amo. Quelle che il mio amore lo meritano davvero, intendo.

Partiamo dalla cover del libro che per me è l’unica cosa da salvare, infatti per una persona che non conosce la diretta interessata può essere accattivante come lo è il titolo. Si sa la curiosità vince quasi sempre e in questo libro mi aspettavo di trovare proprio i panni sporchi più scabrosi della loro relazione.

Già qui, il mio naso inizia a storcersi, perché se si ha il coraggio di scrivere un pezzo della tua vita almeno lo si deve raccontare nei minimi particolari come mi è capitato di leggere in tante biografie. Vogliamo poi parlare dei disegnini che ci sono all’inizio di ogni capitolo? Che senso hanno nella storia? A questo ho dato una risposta semplice: è l’unica cosa uscita dalla penna della De Lellis perché come tutti sanno è stata Stella Pulpo a scrivere questo libro.

Non si rende conto che mi ha persa. Anche se sono qui, mezza nuda, davanti a lui, come milioni di altre volte. Mi ha persa anche se mettiamo l’acqua a bollire sul fuoco, anche se guardiamo una serie sul divano, anche se ceniamo insieme, anche se parliamo, anche se ridiamo, anche se scopiamo. Mi ha persa, anche se non lo sa. Mi sono persa anche io, mi sa. Ed è questa la cosa peggiore, molto più grave di perdere un uomo: perdere se stesse.

Ho trovato la scrittura elementare, le situazioni raccontate non mi hanno lasciato niente se non quella della distruzione della casa del povero Damante. Lì mi sono sentita schifata come donna, ma io dico, se una relazione finisce che senso ha distruggere le cose dell’altro? Per me in quell’occasione si è dimostrata (passatemi il termine) una bimba minchia.

Poi con tutta la pubblicità anti-violenza che leggiamo e vediamo che messaggio passa con quella scena? Credo che il target dei lettori che hanno letto questo libro siano soprattutto adolescenti e il messaggio passato non è certo dei migliori anzi tutto l’opposto.

“Il problema, in questo mio amore, è che non sono fiera della persona che sono. Non è questa la donna che voglio essere. Non mi piaccio. Mi guardo allo specchio e non mi riconosco. E anche se lo amo più di ogni altra cosa, anche se preferirei staccarmi un braccio piuttosto che separarmi da lui, è di me stessa che devo occuparmi, perché sono io la prima responsabile di me stessa. Perché questa è la vita vera, non una favola, e qui non c’è nessun uomo che mi possa salvare. Il mio principe sono io”.

Non lo consiglio per niente, per fortuna erano poche pagine e lo si legge velocemente. Insomma a me ha lasciato solo tanta rabbia e ancora più antipatia verso la diretta interessata.

voto tre

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