Recensione Di impossibile non c’è niente di Andrea Vitali

Con la recensione di Di impossibile non c’è niente di Andrea Vitali edito da Salani, scopriamo questo autore italiano.

Andrea Vitali da ragazzo, ha fatto diversi lavoretti come andare a leggere i contatori dell’acqua, consegnare i certificati elettorali, lo scrutatore nei seggi e il contadino ma voleva fare il giornalista. Suo padre però l’ha convinto e ha finito per fare il medico. È nato a Bellano, sul lago di Como, ed è proprio lì che, ispirato dal denso odore di spezie dell’acqua immobile e scura, ha cominciato a scrivere romanzi, e non si è più fermato.

Di impossibile non c'è niente di Andrea Vitali

Titolo: Di impossibile non c’è niente Link Amazon
Autore: Andrea Vitali
Editore: Salani Editore
Data Uscita: 20 Novembre 2014
Pagine: 160
Narrazione: Terza persona
Finale: conclusivo

Sinossi

Proprio davanti alla casa del bambino Gelso c’è un bosco meraviglioso, dove i pupazzi di neve resistono per giorni, nascono certe fragoline insapori ma bellissime e gli alberi vegliano sui cespugli. Ma adesso il bosco è in pericolo: vogliono abbatterlo per costruirci case, altre case e ancora case, come se non fossero abbastanza quelle che stanno soffocando impietose la natura tutt’intorno.

Per Gelso c’è solo una speranza, scrivere una lettera agli unici che conoscono bene il valore delle cose semplici, quelle che sanno fare la gioia dei bambini: i personaggi della tradizione. Ma i tempi sono cambiati, e i Sette Nani, il Topolino dei Denti, la Cicogna che Porta i Bambini, Babbo Natale e tanti altri hanno ormai scelto di ritirarsi, dimenticati da tutti, a respirare l’ultima aria buona nel tranquillo ospizio Vistalago. Riuscirà il richiamo disperato di un bambino a far scattare in loro l’antico orgoglio? C’è veramente ancora spazio per loro in un mondo tecnologico in continuo cambiamento?

Dopo il successo dei libri per ragazzi di Luis Sepúlveda e Daniel Pennac, Andrea Vitali incanterà i lettori bambini e quelli che lo ridiventeranno leggendo questa favola moderna, allegra e delicata, ma che tocca anche temi profondi come l’importanza della tradizione e dell’amore per la natura. Una storia magica che ha la grazia della fiaba e la forza di un romanzo.

Recensione di Gabriella

Con la recensione di Impossibile non c’è niente di Andrea Vitali, ci spostiamo nel tempo. Ormai i tempi sono cambiati e alle “vecchie” storie non crede mai nessuno. In vista lago, ha appena aperto una casa di riposo dove però i suoi ospiti non sono altro che i personaggi delle favole e della tradizione.
La casa di riposo è gestita da quattro suore: suor Suprema, suor Cucceta, suor Vedetta e suor Sordina. Ogni personaggio ha una sua stanza personalizzata in base alle sue caratteristiche.

Un giorno, arriva il postino Mercurio che ha una missiva per Babbo Natale in persona, ma cosa ci sarà mai scritto? La Befana farà qualsiasi cosa pur di scoprirlo.

“Vaghe stelle dell’Orsa, io non credea
Mirarvi sempre eguali, scintillanti
Pur se seduto in questo giardinetto
E ragionar con vo del mio passato
Da questo albergo dove ormai vecchietto
Mi trovo in veste ricoverato…”

Ho letto questo libro con i bambini perché penso che è così che andrebbe letto: con i bambini, per continuare a far sì che credano nelle favole, ma anche per gli adulti perché ritrovino la magia che c’era in loro e che si è sopita.

“Lettera vecchio stile.
Roba da farsi venire la malinconia dei bei tempi andati!
Un banale foglio di quaderno a righe, disegnato sui bordi e spruzzato di polvere d’oro.
La grafia pulita, le belle o tonde, le effe simmetriche, le maiuscole compilate a regola d’arte.
Terza elementare, giudicò Babbo Natale la mattina seguente quando si decise ad aprire la busta.”

Che dire dei personaggi, assolutamente brillanti, abbiamo amato alla follia le tre suore che gestivano la casa di riposo, così come abbiamo amato tutti i suoi ospiti che ci hanno ricordato favole e miti.

La storia è molto ben costruita e, nel mio caso, mi ha fatto ricordare i bellissimi paesaggi del mio lago.

“<<Di impossibile non c’è niente!>> disse, strozzandosi le parole in gola, la renna giovane.”

Consiglio tantissimo questo libro a tutti: sia ai grandi che ai piccoli perché c’è sempre bisogno di continuare a sognare. Ma a una condizione: che i grandi lo leggano con i bambini.

8

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