Recensione Le dodici domande di Vikas Swarup

Le 12 domande di Vikas Swarup

Con la recensione di Le dodici domande di Vikas Swarup edito da Guanda, andiamo a riprendere il primo libro dello scrittore Indiano.
Questo libro è nato da un’idea scaturita dalla lettura di un articolo di giornale dove si parlava dei bambini indiani che vivevano nelle baraccopoli. Viene tradotto in ben 42 lingue e vince due premi. Nel 2008 , il libro viene adattato come soggetto per il film The Millionaire e vince ben 8 premi Oscar.

Le 12 domande di Vikas Swarup

Titolo: Le dodici domande  Link Amazon
Titolo originale: Q & A
Autore: Vikas Swarup
Editore: Guanda
Data Uscita: 27 gennaio 2005
Pagine: 280
Narrazione: Prima persona
Finale: conclusivo

Sinossi

Colpevole di aver risposto correttamente a tutte e dodici le domande di un quiz televisivo, e di aver vinto un miliardo di rupie, il cameriere diciottenne Ram Mohammad Thomas viene arrestato. Un goffo paria di Mumbai come lui, che non è mai andato a scuola e non legge i giornali, non poteva conoscere le risposte. Per questo i produttori della trasmissione sono convinti che abbia imbrogliato. Certo è che se l’è andata a cercare: come ripetono gli anziani della baraccopoli in cui vive Ram, non è saggio cercare di oltrepassare la linea che separa l’esistenza del ricco da quella del povero.

In questo mondo, non c’è speranza di riscatto. Ma c’è una debole speranza di salvezza, che ha il volto di una donna venuta quasi dal nulla e che dichiara di essere il suo avvocato difensore. Per il momento Ram è salvo. Lo aspetta la notte più lunga della sua vita, quella in cui dovrà spiegare al suo inaspettato legale come sia riuscito a rispondere. Inizia così un racconto in cui va delineandosi uno spaccato dell’India di oggi denso di orrori e di meraviglie.

È l’India in cui le diverse religioni raramente convivono in un pacifico e fruttuoso equilibrio, un paese in cui la propria fede può fare la differenza fra la vita e la morte; in cui il profumo dell’incenso si mescola al lezzo delle fogne all’aperto e i colori dei sari contrastano col grigiore dei condomini popolari.

Recensione di Gabriella

Ram Mohammad Thomas riesce a raggiungere il suo obiettivo: partecipare al VVUM Vuoi Vincere Un miliardo. Ma un po’ la fortuna, un po’ la sua vita passata tra le baraccopoli indiane, Ram riesce a rispondere a tutte e dodici le domande che gli vengono poste e quindi si ritrova vincitore del gioco a quiz.

Naturalmente la produzione non è felice di questa vittoria e lo fa arrestare. In suo aiuto arriva un avvocato che però vuole sapere i retroscena di questa vittoria e così Ram racconta il suo passato per far capire come è riuscito un ragazzo semi analfabeta a rispondere correttamente a tutte le domande.

“Per la mezz’ora successiva, il signor Sharma e il signor Hidayatullah discussero i rispettivi meriti di Ram e Mohammad. Alla fine, padre Thimoty si arrese. <<Sentite, se basta un nome a scrollarmi di dosso quegli scellerati, lo farò. Che ne dite se accetto entrambe le proposte e cambio il nome del ragazzino in Ram Mohammad Thomas? Così saremo tutti contenti.>>
Per mia fortuna, il signor Singh quel giorno non era lì.”

Premetto che non ho visto il film nonostante sia uscito parecchi anni fa e sebbene sia a conoscenza del suo enorme successo. Mi sono imbattuta nel libro in quanto è stato menzionato durante un gruppo di lettura della biblioteca del mio paese e mi ha molto incuriosita. Complice il nuovo lockdown, finalmente è stato scelto come nuova lettura per questo mese.

“<<Perché non scappi tu?>> mi dice.
<<Senza di te non me ne vado.>>
<<Perché?>>
<<Perché sono il tuo angelo custode, e noi due siamo un pacchetto completo.>>
Salim mi abbraccia. Io tiro fuori dalla tasca una monetina da una rupia. <<Ascolta, Salim>> gli dico. <<Tu ci credi nel destino, vero? Lasciamo decidere la monetina. Testa ce ne andiamo, croce restiamo, okay?>>”

Dire che mi è piaciuto è dir poco, ho trovato la trama molto ben delineata e perfettamente in linea con le domande che vengono poste durante il quiz a premi. È riuscito a riprendere completamente e totalmente la vita con le sue vicissitudini e sventure di questo ragazzo che nella vita non ha avuto nulla in regalo, anzi, e che lo ha reso vero. Mi sono ritrovata nelle baraccopoli, nella vita di questi bambini indiani in cui purtroppo si ritrovano a vivere tutti i giorni e mi ha fatto anche scoprire delle verità che ignoravo totalmente, anche se accadono tutti i giorni.

Il protagonista come i personaggi che si incontrano durante tutto il libro, sono assolutamente molto ben delineati e strutturati. Ram in 18 anni di vita si ritrova a vivere delle situazioni che non auguro nemmeno in 100 anni di vita a nessuno.

Un libro che ti fa riflettere molto e che allo stesso tempo ti fa anche divertire in alcuni punti.
Lo consiglio tantissimo a tutte quelle persone che hanno voglia di confrontarsi con delle altre realtà.

10

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