Recensione On the come up di Angie Thomas

Salve readers, con la Recensione On the come up di Angie Thomas, edito Rizzoli, continuiamo questo sabato sera all’insegna della belle letture.

Recensioni On the come up di Angie Thomas

Titolo: On the come up Link Amazon
Titolo originale: On the come up
Autore: Angie Thomas
Editore: Rizzoli
Data Uscita: 4 giugno 2019
Pagine: 426
Narrazione: Prima persona
Finale: conclusivo

Sinossi

Bri ha sedici anni e un sogno: diventare una dei più grandi rapper di tutti i tempi.
Come figlia della leggenda dell’hip hop underground morta poco prima di raggiungere l’apice della fama, Bri ha una pesante eredità con cui confrontarsi. E tentare la scalata al successo quando tutti a scuola ti considerano una criminale e a casa il frigorifero è sempre vuoto perché tua madre ha perso il lavoro può risultare più difficile del previsto.
Bri riversa tutta la rabbia e la frustrazione nei suoi versi, e quando la sua prima canzone diventa virale per tutte le ragioni più sbagliate, lei viene etichettata dai media come una minaccia.

Ma trovarsi nell’occhio del ciclone quando la tua famiglia ha appena ricevuto una notifica di sfratto potrebbe essere l’unica e irripetibile occasione per emergere (e fare qualche soldo). Anche se questo vuol dire rinunciare a te stesso e accettare l’immagine che il pubblico ti ha cucito addosso.
Acuto, coraggioso e ricco di emozioni, On the Come Up è l’ode all’hip hop di una delle voci più influenti di un’intera generazione, una storia sull’importanza di combattere sempre per i propri sogni, anche quando tutto sembra essere contro di noi.

Recensione di Ines

Eccomi qui con la Recensione di On the come up di Angie Thomas, che ero curiosissima di leggere dopo aver letto, nell’anno appena passato, The Hate u give. Appena terminato quel libro, complice la scrittura dell’autrice, sono andata a controllare cosa fosse stato tradotto nel nostro paese e così ho scoperto questo libro.

Parto con il dire che non è ai livelli del precedente, infatti non ha soddisfatto a pieno le mie aspettative.
On the come up è ambientato più o meno nello stesso periodo e negli stessi luoghi di The Hate u give, infatti vengono menzionate le proteste che vedono coinvolti i protagonisti di quel libro.

A volte sogno di affogare. Lo scenario è sempre un grande oceano blu, troppo profondo perché io riesca a vederne il fondale. Ma mi dico che non morirò, per quanta acqua mi entri nei polmoni e per quanto in fondo io scenda, non morirò. Perché ho deciso così. D’un tratto, so respirare sott’acqua. So nuotare. L’oceano non fa più paura. E una cosa bellissima, a dirla tutta. Imparo anche a controllare la situazione. Ma adesso sono sveglia, sto affogando, e non so come controllare niente di tutto ciò.

La protagonista è Brianna, una sedicenne che vive nel ghetto con la propria famiglia. Suo padre era un rapper famoso che è stato ucciso in una sparatoria, a causa di ciò la madre di Brianna è caduta in una parabola discendente, diventando una tossicodipendente, ma fortunatamente con l’aiuto ne è uscita. Ha due migliori amici, Sonny e Malik, frequenta la scuola ma il suo più grande sogno è sfondare come rapper.

Forse è proprio Brianna che non mi ha coinvolta e convinta più di tanto, infatti molti avvenimenti che le accadono sono la conseguenza dei suo gesti spropositati. Anche se non ha tutta la mia simpatia, devo essere sincera e dire che nel corso del libro, il suo personaggio ha subito un’evoluzione esponenziale, migliorando, ma secondo me è dovuto alle persone che le stanno vicino.

«Non posso aprire la bocca per difendermi?» «Le battaglie si scelgono» dice. «Non tutto merita un commento o un’alzata di occhi o un’atteggiamento di sfida…» (…) «A volte le regole sono diverse per i neri, piccola dice. Diamine, a volte quelli giocano a dama mentre noi siamo intrappolati in una complicatissima partita a scacchi. E’ una terribile realtà della vita, ma appunto, è la realtà».

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, il punto di forza della scrittura della Thomas è creare dei personaggi imperfetti e veri che sono di attualità. Affronta tematiche che rispecchiano una società che ancora al giorno d’oggi guarda al colore della pelle, etichettando come teppista una persona diversa.
In questo libro oltre al razzismo, si affronta anche la tematica dell’omofobia, le problematiche famigliari, si parla di morte e del bisogno di far sentire sempre la propria voce per far sì che le persone non si girino più dall’altra parte ed inizino a vedere la realtà.

«Perciò signora giornalista, e voi che volete affibbiare questa o quella etichetta a “On the come up“. Fatelo. Ma sì, fate rimuovere la canzone se volete. Ma non riuscirete a fermare la mia voce. Ho troppe cose da dire.»

Non posso dire che non sia un buon libro è ben scritto ma, mentre lo leggevo, mi sembrava di leggere una storia già scritta, infatti ho trovato molte similitudini con The hate u give.
Sono arrivata alla fine del caos che sono i miei pensieri, in breve posso dirvi che è un libro che si fa leggere con velocità, lo consiglio ma non è ai livelli del precedente suo libro.

otto

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