Recensione Il barbaro di Roma di Adele Vieri Castellano

Con la Recensione de Il barbaro di Roma di Adele Vieri Castellano, vi riportiamo indietro nel tempo, fino all’antica Roma, per conoscere la storia d’amore tra il Barbaro Raganhar e la matrona romana Giulia.

Recensione il Barbaro di Roma di Adele Vieri Castellano

Titolo: Il barbaro di Roma Link Amazon
Serie: Roma caput mundi # 6
Autore: Adele Vieri Castellano
Editore: Amazon publishing
Data Uscita: 7 gennaio 2020
Pagine: 463
Narrazione: Terza persona, pov multiplo
Finale: conclusivo

Serie Roma Caput Mundi:(in ordine di pubblicazione)
01. Roma 40 d.C. Destino d’amore
02. Roma 42 d.C. Cuore nemico
03. Roma 39 d.C. – Marco Quinto Rufo
04. La vendetta del serpente(già pubblicato nel 2015 con il titolo Roma 46 D.C. – Vendetta)
05. Il leone di Roma
06. Il barbaro di Roma
07. Figlia di Roma

        

Sinossi

Aphrodisias, 53 d.C. Giulia Urgulania per anni ha solcato i mari con la bireme Calypso cercando di dimenticare l’uomo che avrebbe potuto spezzarle il cuore. Adesso non corre più alcun pericolo, perché di lui non le restano che una manciata di ricordi, un tocco, un profumo, un bacio.
La Bestia non ha più nulla del grande guerriero che era un tempo, è soltanto un corpo da gettare nell’arena contro uomini e belve. Nella sofferenza della sua prigionia gli è rimasto solo un incontenibile desiderio di vendetta.

Esistenze divise, cuori spezzati. Eppure qualcosa accadrà in quello stadio affollato di gente, in quella città così lontana da Roma. Giulia comprenderà che le tante miglia percorse e la grande sofferenza che l’ha ferita così profondamente alla fine l’hanno condotta fin lì, dove porterà a termine una difficile missione anche a costo della sua stessa vita.

È solo un uomo che affronta le tragiche prove che il Fato gli ha riservato.

Recensione di Gabriella
Recensione di Giulia

Recensione di Gabriella

Giulia ormai non ha più nulla che le possa ricordare il suo germano, era scappata anni fa da lui sulla Calypso e adesso lei sa che lui è morto in un agguato. Da donna di affari qual è, si occupa di comprare Gladiatori da portare a Roma, ma si imbatte nella “Bestia” di cui nessuno conosce il nome. La Bestia altri non è che proprio Raganhar che però non è più l’uomo di cui si era innamorata, ma è mutato, è diventato un guerriero che per mantenersi in vita deve uccidere nelle arene per allietare i nobili. Giulia però lo riconosce e fa di tutto per riportarlo a Roma.

“Non riusciva a distogliere lo sguardo mentre uomo e leone continuavano la loro macabra danza fatta di assalti, urla e ruggiti. L’unica distrazione che si concesse ancora fu verso la clessidra in cui, insensibile, la sabbia continuava a cadere. Un granello dopo l’altro, un istante dopo l’altro.
Oh, Giunone!
Testa e cuore si sforzavano di soffocare quel grido. Forse, in quella terra straniera lontana da Roma, aveva perso il senno. Poi i ricordi la travolsero: una scena simile e nitida, come se l’avesse ancora davanti agli occhi.”

Eccoci all’ultimo capitolo della serie Roma Caput Mundi e il suo Barbaro di Roma di Adele Vieri Castellano. Aspettavo questo libro da tempo, le premesse erano tante, ma non so perché ho aspettato a leggerlo.

“Raganhar non aprì gli occhi al lieve sussurro: sapeva che se avesse visto il dolore sul suo volto avrebbe perso il controllo. Temeva il tocco di quella donna ma allo stesso tempo anelava alla sua tenerezza, e rendersene conto gli procurò un dolore più intenso e profondo dei colpi di frusta.”

Ormai, arrivati a questo punto, i personaggi li conosciamo tutti e ritrovare i vecchi protagonisti dei precedenti libri è stato un vero piacere, ho trovato esilarante i dibattiti tra le donne e di come si coalizzano tra di loro. Ishold e Ottavia assolutamente spettacolari.

“<<So essere molto persuasiva, a Roma parlano tutti delle mie qualità diplomatiche.>>
Ottavia le sorrise.
<<Ti ammiro molto, lo sai, vero?>>
La rossa alzò le spalle.
<<Lo so, mia giovane amica. La prima volta mi ha fatto dire da Agapta che non era in casa.>>
<<E la seconda?>> Le chiese Livia curiosa.
<<La seconda è stato quando, poco dopo, ho scavalcato il muretto di recinzione e l’ho sorpresa in giardino a fissare il vuoto.>>

Per quanto riguarda la trama invece devo dire che purtroppo le aspettative erano ben più alte e quindi l’ho trovato un po’ deludente.
Non metto in dubbio la bravura della scrittrice che come sempre è capace di far sembrare corto un libro da 463 pagine, ma accadono troppe e poche cose allo stesso tempo.
Pochi colpi di scena e la storia tra Giulia e Raganhar passa quasi in secondo piano togliendo parte alla storia e allo stesso tempo non avendone a sufficienza.

Mi aspettavo di più.

Consiglio questo libro a tutte coloro che hanno iniziato la serie Roma Caput Mundi, ma questo purtroppo non è il libro migliore della serie.

otto

Recensione di Giulia

Sebbene questo libro sia uscito già da un anno, mi sono decisa solamente ora a leggerlo e questo perché quando leggo un libro di questa serie di Adele Vieri Castellano, ho bisogno di concentrazione per potermi immergere completamente nella storia.

In questo sesto volume finalmente conosceremo meglio due personaggi che sono stati molto presenti negli altri libri: Giulia e Raganhar.
Lei è una matrona romana, cugina di Livia (protagonista del primo libro) e anche molto amica di Ottavia.
Raganhar è un fedelissimo amico di Rufo e gli altri ma, al contrario di lui, non è un romano.

La storia inizia davvero col botto, per poi fare un salto temporale di alcuni anni dove i due si rincontreranno in un modo alquanto insolito.
Quando Giulia lo rivede, capisce subito che non è più l’uomo che aveva incontrato in Egitto anni prima, ora è più duro, più introverso rispetto a prima e, col tempo, lei riesce a scoprire le cose terribili che gli sono accadute.

“Nessuno può portare via la tua umanità perché è in mano agli dèi, la si può solo nascondere per il tempo che occorre… lui non era Ercole ma solo un uomo che affrontava le tragiche prove che il Fato gli aveva riservato.”

Anche se nessuno dei due, chi per un motivo e chi per un altro, vuole rendersi conto che quello che prova per l’altro non è semplice amicizia, alla fine dovranno confrontarsi con la realtà dei fatti e venire a patti con i loro sentimenti.
Tutto questo però è contornato da una serie di eventi che metteranno in pericolo Giulia e che porteranno Raganhar a ridefinire il suo metodo di “vendetta”.

“Era sempre stata egoista: nell’amore, nell’amicizia, nel denaro… “io, io e ancora io” era il suo motto e lo era stato fino in Egitto, fino a quando qualcosa di più potente di un maremoto aveva sconquassato la regola fondamentale per sostituirla con un “lui, lui e ancora lui”. Allora era fuggita troppo spaventata…”

Nel libro precedente, quello su Messalla, c’era stata un’anteprima sull’attrazione che i due provano praticamente da sempre. Proprio in quel libro mi sono appassionata di questa coppia non proprio ordinaria ma che faceva scintille.
Bene, questa cosa ne Il barbaro di Roma, mi ha delusa. Tutto quel fuoco qui non c’è stato, forse perché lui è cambiato, ma comunque è stato molto più tiepido e questa cosa un po’ mi ha delusa.
Rimane il fatto che la scrittura della Castellano rimane peculiare e dettagliata, tanto da riuscire a farti immedesimare subito in quei luoghi, tra quelle vie.

“Voleva darle ciò che aveva rifiutato in Egitto, non come espiazione o rimpianto, bensì per regalarle nuovi ricordi da conservare per sempre. Dimostrarle ciò che provava e sentiva perché, se ne rese conto in quel momento, il passato non aveva importanza se cancellato da un bacio o da una carezza.”

Non posso dargli il voto che avevo dato a Messalla, ma per me è comunque una sufficienza piena, la Castellano rimane una delle autrici di genere storico più brava di sempre!
Vi consiglio vivamente di leggere questa serie, non ve ne pentirete.

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