Recensione Alberto racconta Sordi di Maria Antonietta Schiavina

Con la Recensione di Alberto racconta Sordi di Maria Antonietta Schiavina, in questa domenica soleggiata vi parlo di questa biografia-intervista che il grande Albertone ha voluto rilasciare a quei tempi a una neo giornalista. Venite a scoprire cosa ne penso.

Recensione Alberto racconta Sordi di Maria Antonietta Schiavina

Titolo: Alberto racconta Sordi Link Amazon
Autore: Maria Antonietta Schiavina
Editore: Mondadori
Data Uscita: 12 maggio 2020
Pagine: 204
Narrazione: Prima persona
Finale: conclusivo

Sinossi

La casa di famiglia. Le sorelle. La fede. Gli amori. La beneficenza. Castiglioncello. L’antiquario mancato (per fortuna). Avaro chi? A un passo dall’altare. La sacra pennichella. Silvana Mangano. La radio e il compagnuccio della parrocchietta. I film realizzati e quelli mancati. La voce di Ollio. Federico Fellini. Katia Ricciarelli e Andreina Pagnani. Dentone e la commedia all’italiana. La tv che zozzeria. L’ossessione di esibirsi. Il successo. Il romanesco nei dialoghi. Apprendista portiere a Milano. C’è tutto questo e molto altro ancora nelle chiacchierate fra Alberto Sordi e Maria Antonietta Schiavina, che le ha registrate e trascritte.

L’impareggiabile Albertone nostro, patrimonio dell’arte mondiale e fenomeno del cinema italiano, scelse una brava e affidabile giornalista milanese per lasciarsi andare a una serie di confidenze, che lette oggi hanno il sapore di un testamento intimo e artistico. Sordi racconta tutto “senza pudore ma con l’obbligo della discrezione”. Racconta della sua meravigliosa famiglia, che solo il tempo riesce a sbriciolare e da cui non vorrà mai separarsi. Racconta di una Roma incantata e di un’Italia piena di speranza in cui lui già bambino si fa notare per le incredibili doti canore. E poi gli amori: tanti, romantici ed elegantemente sottratti alla becera fame di scoop dei rotocalchi dell’epoca. I rapporti belli e artisticamente fruttuosi con gli altri grandi della sua epoca, da Fellini alla Mangano, a De Sica. I successi dei suoi film che sono pietre miliari della cultura popolare italiana.

E ancora tante riflessioni private sui temi dell’esistenza, la fede, la morte, l’amore per gli italiani, tutti argomenti che lui stesso ha descritto al cinema come nessun altro mai. “Alberto racconta Sordi” è l’autobiografia che non c’era e che ora c’è proprio per volontà del grande artista italiano. Alberto Sordi (Roma, 1920 – 2003) è stato uno dei più grandi artisti italiani di sempre, con oltre 200 film in carriera in cui ha primeggiato nelle vesti di attore, regista, sceneggiatore, cantante e doppiatore.

Recensione di Ines

Con la Recensione di Alberto racconta Sordi di Maria Antonietta Schiavina, continuano le mie letture mensili dedicate alle biografie.
In questo mese di febbraio, mi sono dedicata a uno degli attori italiani più significativi e forse uno dei più conosciuti. Ammetto la mia ignoranza sulla sua vita, infatti non conoscevo per nulla il suo vissuto personale e pochissimo di quello lavorativo.

Questo libro è una biografia-intervista rilasciata pochi anni prima di morire a una neo giornalista che è diventata una sorta di amica/confidente del nostro Albertone nazionale.
Fin da subito sono rimasta molto affascinata dalla sua storia personale, dal suo essere così legato alla sua famiglia, dal suo essere così travolgente e caciarone nel set ma altrettanto schivo e amante della sua privacy nella vita privata.

Il sigillo definitivo che Sordi, da uomo superstizioso, temeva, facendo le corna all’idea di una biografia in vita. È il testimone che ha voluto affidare a me, donandomi la sua voce, quella dell’Albertone attore, ma soprattutto dell’Alberto uomo, che molti hanno tentato invano di raccontare. E che alla luce di tante polemiche e tante bugie si può sintetizzare nella celebrata frase del marchese del Grillo: «Io so’ io e voi nun siete un cazzo!»

Ogni capitolo racconta un pezzo di sé, smentendo alcune voci che l’hanno marchiato negli anni, come l’essere un’avaro e un donnaiolo. Per il primo punto ha spiegato che pure lui si divertiva ma ha preso il nomignolo di avaro quando ci sono stati gli anni della dolce vita perché lui, in confronto agli altri attori, non si vedeva sempre in giro per i locali romani soprattutto in quella famosa via Vittorio Veneto.

Per quanto riguarda l’essere un’incallito donnaiolo, è vero in parte, infatti Alberto ci spiega che non ha mai voluto sposarsi perché amava troppo le belle donne e questa è stata la sua scelta di vita quindi non va discussa. Però ci dice anche che lui è sempre stato onesto e sincero con le partner con le quali è stato quindi non vedo cosa ci sia di male.

Ho apprezzato molto il rapporto che ha avuto in primis con i genitori, soprattutto con la madre e poi con i suoi fratelli che l’hanno sempre supportato e affiancato. La sua famiglia, diciamocelo, è stata la sua forza infatti quando ha parlato dei lutti che l’hanno colpito e che gli hanno fatto vivere dei momenti veramente bui, mi ha trasmesso tantissime emozioni.
Non tutto mi è piaciuto di quello che ci ha fatto conoscere, in alcuni punti l’ho trovato un po’ troppo misogino e alcune parole detto mi sono sembrate un po’ discriminanti; o almeno mi ha dato quest’impressione e me ne dispiaccio un po’.

Tornando alla felicità, direi che è fatta di piccole cose, di attimi, di gioie, che cambiano secondo l’età e i momenti. Per me è stata il comune denominatore di ogni mio gesto, perché, lo dico senza la paura di sembrare banale, io sono una persona felice, e forse è stato proprio questo mio stato di grazia a darmi la forza di affrontare tutti gli ostacoli e i sacrifici che si sono presentati sia nel corso della mia carriera che della mia vita.

Il mio voto nel complesso è ampliamente sufficiente, anche se non mi ha coinvolta più di tanto e soprattutto, come detto sopra, da alcune dichiarazioni l’ho visto sotto un’ottica diversa. Inoltre, venendo dalla lettura di gennaio della biografia di Michelle Obama che mi ha conquistata dall’inizio alla fine, ahimè, ho fatto un po’ il paragone anche se non si dovrebbe.

Soprattutto perché vengono da due mondi completamenti differenti, da culture diverse e questo alle volte è quello che contraddistingue un essere umano.
Con i suoi pro e i suoi contro, però, vi consiglio di leggerlo e di farvi una vostra idea e mi piacerebbe poterne discutere con voi per intavolare una discussione costruttiva.

Sette

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