Recensione Sorcery of Thorns di Margaret Rogerson

Eccomi con la Recensione di Sorcery of Thorns di Margaret Rogerson in questo febbraio dove le mie letture sono spaziate in vari generi. Ecco cosa ne penso di questo libro fantasy che mi ha conquistata già dalla sua cover.

Recensione Sorcery of Thorns di Margaret Rogerson

Titolo: Sorcery of Thorns Link Amazon
Titolo originale: Sorcery of Thorns
Autore: Margaret Rogerson
Editore: Mondadori
Data Uscita: 19 gennaio 2021
Pagine: 444
Narrazione: Terza persona
Finale: conclusivo

Sinossi

Trovatella allevata in una delle Grandi Biblioteche di Austermeer, è cresciuta in mezzo agli strumenti della stregoneria: grimori magici che sussurrano e sferragliano catene. Se provocati, si trasformano in mostri inquietanti di cuoio e di inchiostro. Ciò cui Elisabeth ambisce è diventare una guardiana, incaricata di proteggere il regno dalle minacce della magia. Il suo disperato tentativo di impedire l’atto di sabotaggio che libera il grimorio più pericoloso della biblioteca finisce per ritorcersi contro di lei: ritenuta coinvolta nel crimine, viene condotta nella capitale, in attesa di interrogatorio.

L’unica persona su cui può fare affidamento è il suo nemico di sempre, il Magister Nathaniel Thorn, con il suo misterioso servitore; ma tutto sembra intrappolarla in una congiura secolare, che potrebbe radere al suolo non solo le Grandi Biblioteche, ma anche il mondo intero. A mano a mano che la sua alleanza con Nathaniel si rafforza, Elisabeth inizia a mettere in discussione tutto quello che le hanno insegnato sui maghi, sulle biblioteche che ama così tanto, e soprattutto su se stessa. Perché Elisabeth ha un potere che non avrebbe mai sospettato, e un destino che non avrebbe mai potuto immaginare.

Recensione di Giulia
Recensione di Ines

Recensione di Giulia

Sorcery of Thorns è uno dei pochi libri fantasy che non è composto da una serie ma è singolo, proprio per questo motivo ero un po’ in dubbio se leggerlo o meno, dato che poteva benissimo avere una storia frettolosa o un finale buttato lì e insoddisfacente. D’altra parte, però, le recensioni che ho trovato era tutte super positive quindi alla fine mi sono decisa.

La storia, come ogni fantasy che si rispetti, inizia con dei particolari e dei dettagli di cui si fa fatica a stare dietro ma poi man mano che si va avanti, si comprende a pieno lo scenario che ci si trova davanti. In questo caso, parliamo dei grimori, dei libri custoditi nelle Grandi Biblioteche sparse per questo paese immaginario. Ogni grimorio è classificato in Classi, in base alla loro pericolosità, infatti, fino alla terza classe sono innocui mentre dalla quarta alla decima sono sempre più pericolosi.

“Il sapere ha la capacità di essere pericoloso. È l’arma più potente rispetto a una spada o a un incantesimo.”

La nostra protagonista, Elisabeth, vive e lavora proprio in una di queste Grandi Biblioteche, quella di Summershall per la precisione, praticamente da tutta la vita. È stata trovata da neonata davanti al suo portone dalla Direttrice e da allora viene educata per diventare una guardiana. Tutto quello che sa del mondo esterno lo deve dai libri che legge della Biblioteca e da quel poco che interagisce con gli altri che lavorano lì, quindi quando si troverà davanti Nathaniel, la sua prima reazione è quella di esserne impaurita.

Infatti, secondo quello che sa, tutti i maghi sono cattivi in quanto sono tali perché per essere tali hanno dovuto fare un patto con un demone. Nathaniel però sembra tutt’altro che cattivo e questo confonderà un po’ Elisabeth.
I due si ritroveranno dopo poco a dover interagire molto di più e a conoscersi meglio ed Elisabeth dovrà anche interagire con il demone di Nate, Silas, un personaggio che sembra quasi più un maggiordomo che un vero e proprio demone.

Quando lo guardava, il suo cuore si riempiva di una canzone che non aveva né parole, né note, né forma, ma esigeva di avere voce: una sensazione non lontana dalla sofferenza, dato che sembrava troppo grande perché il suo cuore potesse contenerla. 

La storia devo dire che non è stata per nulla noiosa, fin dall’inizio succede sempre qualcosa e via via si scopre sempre di più il carattere combattivo di Elisabeth, come si capisce anche fin da subito che lei è diversa da tutti gli altri.
Anche Nathaniel è un personaggio interessante per quanto riguarda il suo passato e del perché abbia un legame così forte con il suo demone, anche se l’ho trovato spesso inutile all’interno della storia. Silas è di sicuro il mio personaggio preferito, sebbene si veda che voglia molto bene a Nathaniel, comunque la sua natura di demone non viene mai messa da parte e questo l’ho apprezzato.

La scrittura di Margaret Rogerson è abbastanza fluida e, anche se parliamo di un libro con più di 400 pagine, sono riuscita a leggerlo in poco tempo. Non ho trovato punti noiosi o ripetitivi, di certo è una lettura leggera a dispetto del genere.
Quello che invece mi ha fatto storcere il naso e che ha abbassato la mia valutazione è stata la parte finale. La descrizione dello scontro finale è stata poco chiara e si è interrotta in maniera brusca, passando subito all’epilogo e anche qui il finale è rimasto con una questione aperta.

Lo consiglio? Sì e no, se volete leggere un fantasy leggero e con poche pretese, ma davvero originale nella storia, allora questo è il libro che fa per voi, altrimenti lasciate perdere!

7

Recensione di Ines

Eccomi qui a tenervi compagnia con la Recensione di Sorcery of Thorns di Margaret Rogerson, edito dalla Mondadori nella sua collezione fantastica.
Sono un’amante di fantasy ma non ne leggo mai abbastanza e di solito mi faccio sempre consigliare. In questo caso però ho deciso a scatola chiusa, attratta dalla splendida cover, non leggendo nemmeno la trama e non sapendo se fosse un libro singolo oppure una serie. Quindi ero in altissimo mare ma le mie aspettative non sono rimaste per niente deluse.

Elisabeth, la protagonista, è una ragazza che è cresciuta nella biblioteca e non ha mai visto il resto del mondo; il suo sogno è quello di diventare una guardiana, quindi di proteggere il regno dalle minacce della magia.
L’unica vita che conosce è quella all’interno della biblioteca e i suoi principi e convinzioni si basano su quello che le hanno insegnato lì e crede fermamente che tutti i maghi siano malvagi (hanno creato i grimori con dei sacrifici umani dopotutto).

Nelle sue vene scorrevano inchiostro e pergamena. La magia delle Grandi Biblioteche viveva nelle sue stesse ossa. Facevano parte di lei, come lei di loro.

All’inizio Elisabeth appare ingenua, goffa e credulona ma questo, man mano che le pagine scorrono, cambia. Crescerà molto soprattutto da quando lascerà la biblioteca e finalmente inizierà a conoscere il vero mondo.
Quando incontra per la prima volta un mago, ne rimane subito affascinata, anche se ha paura sotto il suo sguardo cattivo e crudele. All’inizio la pecca è stato il suo carattere che me l’aveva fatta entrare in antipatia, ma con il passare della storia mi sono dovuta ricredere: man mano prenderà sempre più consapevolezza di se stessa, sarà molto coraggiosa e determinata.

Ho trovato una piccola pecca nell’ambientazione, che a mio avviso è stata un po’ messa da parte nei confronti dei personaggi. Questo secondo me è dovuto al fatto che è un autoconclusivo.
Uno dei personaggi che mi è piaciuto maggiormente è Nathaniel, un giovane mago rimasto orfano e che viene cresciuto da Silas. Ha due preoccupazioni che lo assillano: l’affezionarsi agli altri e di conseguenza perderli rimanendo da solo. La sua famiglia era molto potente e con un passato davvero discutibile; questa è la sua eredità.

Erano conoscenza resa viva. Saggezza a cui era stata data una voce. Cantavano quando la luce delle stelle filtrava dalle finestre della biblioteca. Provavano dolore fisico e sofferenza del cuore. A volte erano sinistri, grotteschi, ma anche il mondo esterno lo era.

Mi piacerebbe stare qui a parlare della complessità dei grimori, ma non voglio spoilerarvi niente; posso solo dirvi che non sono dei semplici libri di inchiostro e pergamena, sta a voi scoprire cosa sono in grado di fare leggendo questo splendido libro.
Personalmente sono rimasta colpita dalla scrittura e dalla caratterizzazione dei personaggi, sono ben delineati e descrittivi, cosa che non è avvenuta nell’ambientazione. Ho trovato alcuni cliché ma non mi hanno fatto storcere il naso da quanto ero dentro alla storia.

Anche i libri hanno un cuore, anche se non sono come le persone, il cuore di un libro può essere spezzato: l’aveva già visto accadere. Grimori che si rifiutano di aprirsi, le loro voci diventano mute o il cui inchiostro sbiadisce e sanguina sulle pagine come lacrime 

Quindi non vi resta che comprarlo e non ve ne pentirete. Io dopo aver acquistato l’ebook voglio a tutti i costi avere il cartaceo nella mia libreria per poter rileggerlo, magari non divorandolo ma gustandomelo di più.
Consigliatissimo!

nove

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