Recensione Il gioco di Ripper di Isabel Allende

Il gioco di Ripper di Isabel Allende

La recensione de Il gioco di Ripper di Isabel Allende, edito da Feltrinelli, va a scoprire un’opera unica di questa autrice, alla quale è stato proposto di scrivere un libro insieme all’allora marito Willie Gordon, scrittore di gialli, ma dopo sole 24 ore, per evitare un divorzio, i due decidono di abbandonare l’idea anche se poi alla fine, con l’aiuto del marito che le ha dato i giusti suggerimenti, Isabel Allende scrive Il gioco di Ripper.

Il gioco di Ripper di Isabel Allende

Titolo: Il gioco di Ripper Link Amazon
Titolo originale: El juego de Ripper
Autore: Isabel Allende
Editore: Feltrinelli
Data Uscita: 4 dicembre 2013
Pagine: 462
Narrazione: Terza persona
Finale: conclusivo

Sinossi

“Il dolore, come tutte le sensazioni, è una porta per entrare nell’anima”

Le donne della famiglia Jackson, Indiana e Amanda, madre e figlia, sono molto legate pur essendo diverse come il giorno e la notte. Indiana, guaritrice in una clinica olistica, è una donna libera e fiera della propria vita. Sposata e poi separatasi molto giovane dal padre di Amanda, è riluttante a lasciarsi coinvolgere sentimentalmente, che sia con Alan, ricco erede di una delle famiglie dell’alta borghesia di San Francisco, o con Ryan, enigmatico e affascinante ex navy seal, ferito durante la sua ultima missione.

Mentre la madre vede soprattutto il lato buono delle persone, Amanda, come suo padre, ispettore capo della Sezione Omicidi della polizia di San Francisco, è affascinata dal lato oscuro della natura umana. Brillante e introversa, appassionata lettrice, dotata di un eccezionale talento per le indagini criminali, si diletta a giocare a Ripper, un gioco online ispirato a Jack the Ripper, Jack lo Squartatore, in cui bisogna risolvere casi misteriosi. Quando la città è scossa da una serie di efferati omicidi, Amanda si butta a capofitto nelle indagini, scoprendo, prima della polizia, che i delitti potrebbero avere un legame fra loro.

Ma il caso diventa fin troppo personale quando sparisce Indiana. La scomparsa della madre è collegata al serial killer? Ora la giovane detective si ritrova ad affrontare il mistero più complesso che le sia mai capitato, e deve risolverlo prima che sia troppo tardi.

Recensione di Gabriella

Amanda è una ragazzina molto particolare con una famiglia allargata che lo è ancora di più. Insieme ai suoi compagni virtuali e al nonno, con cui ha uno splendido rapporto, è la maestra del gioco di ruolo con cui gestisce Il gioco di Ripper, dove ispiratasi a Jack lo squartatore si indaga su omicidi.
Un giorno, la sua madrina, un’astrologa californiana di grande fama, annuncia in televisione che a San Francisco si verificherà un bagno di sangue.

Inizialmente tutti prendono questa notizia alla leggera, ma successivamente si iniziano a susseguire una serie di omicidi molto particolari e solamente Amanda con la sua squadra di nerd, inizia a capire di cosa si tratta spingendo il padre, ispettore capo, nella giusta direzione.
Sicuramente questo è un libro molto diverso rispetto ai libri della Allende, aggiungerei che tra quelli letti è anche unico in quanto non è il suo classico genere, ma nonostante questo, l’ho trovato molto ben scritto e come per tutti i thriller che si rispettino, tutte le tessere trovano la giusta collocazione.

Inizialmente devo ammettere che mi sono un po’ persa tra tutti i vari personaggi e gli alter ego del gioco, ma una volta iniziato a inquadrare i vari personaggi, ed entrata nel libro, non sono più riuscita a staccarmene.

Come per tutti i suoi libri, i personaggi sono molto ben costruiti e si riesce quasi a toccarli talmente li rende reali.
Amanda con il suo modo di essere e il fantastico rapporto con il nonno Blake, che li trova sempre affini e complici indipendentemente dal gioco di ruolo.
Indiana, la mamma di Amanda con cui è molto legata, è uno dei suoi classici personaggi, molto spirituale che con il suo lavoro di guaritrice e massaggiatrice in una clinica olistica, in qualche modo aiuta le persone e non solo.

Bob, padre di Amanda ed ex marito di Indiana, è ispettore capo della sezione omicidi di San Francisco e condivide con la figlia l’essere affascinati dal lato oscuro della natura umana, cosa che spinge Amanda a fondare il gioco di Ripper.
Anche gli altri personaggi che si incontrano, tra cui Ryan Miller, ex navy seal fermo a causa di un incidente che lo porta ad avere una protesi di titanio alla gamba; Alan Keller amante di Indiana e ricco playboy; doña Encarnaciòn Martìn, mamma di Bob e nonna di Amanda. Tutti fondamentali nella riuscita della storia.

“Amanda Martìn chiuse gli occhi e respirò a pieni polmoni l’aria limpida di quella mattina d’inverno. Grazie alla fragranza penetrante dei pini intuì che l’automobile avanzava lungo il viale del parco, e l’odore di escrementi le suggerì che stavano passando di fronte alle scuderie. Calcolò che erano le otto e ventitré minuti; due anni prima aveva rinunciato all’orologio per coltivare l’abitudine di indovinare l’ora, esattamente come aveva imparato a calcolare la temperatura delle stanze e ad affinare il palato per identificare ingredienti sospetti nel cibo.

Catalogava la gente attraverso l’olfatto: Blake, suo nonno, sapeva di bontà, una miscela di gilet di lana e camomilla; Bob, suo padre di tenacia: metallo, tabacco e lozioni da barba; Bradley di sensualità, vale a dire di sudore e cloro; Ryan Miller di fiducia e lealtà, odore di cane, l’odore più buono del mondo.
In quanto a Indiana, sua madre, sapeva di magia,
perché era impregnata delle fragranze della sua professione.”

La trama l’ho trovata molto ben costruita, ricca di misteri che ti fanno entrare negli intrecci della storia.
Ha solo una pecca alla fine del libro, che naturalmente non svelerò e che nonostante tutto mi ha fatto piacere tantissimo questo libro.

“Mi vuoi bene, nonno?”
“No.”
“Nemmeno io” disse lei buttandogli le braccia al collo.

dieci

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