Recensione Rovina e ascesa di Leigh Bardugo

Con la Recensione di Rovina e ascesa di Leigh Bardugo, vi parliamo del terzo e ultimo volume di questa bellissima trilogia fantasy. Quale sarà il destino di Alina e dell’Oscuro?

Recensione Rovina e ascesa di Leigh Bardugo

Titolo: Rovina e ascesa Link Amazon
Titolo originale: Ruin and rising
Serie: Grishaverse # 3
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Mondadori
Data Uscita: 30 marzo2021
Pagine: 288
Narrazione: Prima persona, pov della protagonista
Finale: conclusivo

Serie Grishaverse:
01. Tenebre e ossa Recensione
02. Assedio e tempesta Recensione
03. Rovina e ascesa

Sinossi

“Disprezza il tuo cuore.” Era quello che volevo. Non volevo più essere in lutto, soffrire per qualche perdita o per i sensi di colpa, o per la preoccupazione. Volevo essere dura, calcolatrice. Volevo essere impavida. Fino a poco prima mi era sembrato possibile. Ora ne ero meno sicura. L’Oscuro ha ormai esteso il suo dominio su Ravka grazie al suo esercito di creature mostruose. Per completare i suoi piani, gli manca solo avere nuovamente al suo fianco Alina, la sua Evocaluce.

La giovane Grisha, anche se indebolita e costretta ad accettare la protezione dell’Apparat e di fanatici che la venerano come una Santa, non ha perso però le speranze: non tutto è perduto, sempre che un certo principe, sfacciato e fuorilegge, sia sopravvissuto, e che lei riesca a trovare la leggendaria creatura alata di Morozova, la chiave per liberare l’unico potere in grado di sconfiggere l’Oscuro e distruggere la Faglia. Per riuscirci, la potente Grisha dovrà tessere nuove alleanze e mettere da parte le vecchie rivalità.

Nel farlo, verrà a conoscenza di alcuni segreti del passato dell’Oscuro che getteranno finalmente luce sulla natura del legame che li unisce e del potere che l’uomo esercita su di lei. Con una nuova guerra alle porte, Alina si avvia verso il compimento del proprio destino, consapevole che opporsi all’ondata di crescente oscurità che lambisce il suo paese potrebbe costarle proprio quel futuro per cui combatte da sempre.

Recensione di Giulia

Spoiler alert: Ricordo che se non avete letto i due libri precedenti, potreste incappare in alcuni spoiler durante la lettura di questa recensione!

Ed eccoci arrivati purtroppo all’ultimo volume di questa serie che mi ha fatto tornare l’amore verso questo tipo di fantasy. In Assedio e tempesta, avevamo lasciato la nostra Alina debole e senza poteri, costretta a stare nascosta sotto terra perché, con quel suo sacrificio, non è riuscita a sconfiggere l’Oscuro una volta per tutte.
Passa così diversi mesi a cercare di rimettersi in sesto, ma l’Apparat la tiene lontana dai suoi amici, fino a quando loro non riescono a “liberarla” dalle sue grinfie.

Dopo aver preso i due i due amplificatori, per riuscire finalmente a sconfiggere l’Oscuro, Alina dovrò trovare anche il terzo, l’uccello di fuoco. La brama di possedere tutto quel potere combatte con la paura di non riuscire a controllarlo e di diventare un’arma a doppio taglio per la popolazione di Ravka.
Con l’aiuto dei suoi amici e di Mal, però, Alina non ha altra scelta che trovarlo e sperare di riuscire ad avere la lucidità necessaria per fare le cose in modo giusto.

-Non ci hai mai pensato , vero?- disse l’Oscuro. -Tu vivi nel momento. Io vivo in migliaia di momenti.- Non siamo noi tutte le cose?”

L’Oscuro, ovviamente, non starà a guardare e cercherà in tutti i modi di mettere le mani su Alina e di poterla usare per governare su tutto il Regno.
Come finirà questa guerra di potere? Alina riuscirà nel suo tempo? E se sì, a che costo? Non vi resta che leggere quest’ultimo capitolo per scoprirlo!

“Gli sfuggì il momento in cui la ragazza smise di portare la sua debolezza come un peso e cominciò a indossarla come un travestimento.”

Posso sicuramente affermare che questa trilogia è veramente un crescendo, quando riesci ad avere un quadro ben definito di personaggi e poteri, la storia si legge in maniera scorrevole e ti tiene davvero attaccata alle pagine.
Anche qui vediamo una crescita interiore del personaggio di Alina, che dovrà mettere da parte i suoi desideri per fare ciò che è più giusto per il popolo di Ravka.
Non mancano però colpi di scena che ti faranno esclamare: “non ci posso credere!”. Inoltre, finalmente, conosceremo per intero la storia dell’Oscuro e di Baghra e cosa si nasconde dietro la leggenda della Sankta Ilya.

“-Ho vissuto una vita lunga e piena di dolore. Ho speso tutte le mie lacrime molto tempo fa. Se io provassi ancora emozioni come le provi tu, non sarei riuscito a sopportare questa eternità.-“

Il mio personaggio preferito, a parte l’Oscuro, rimane Nikolai. Lui è riuscito a dare quel pizzico di divertimento in una storia di battaglie e morti, dove è riuscito ad allentare l’ansia della lettura. Il suo essere “scemo” faceva a pugni con il suo essere un ragazzo furbo e intelligente, che ha saputo prendere le redini in mano della storia ed essere un’ottima spalla per Alina.
Che dire dell’Oscuro? Per quanto sia il personaggio cattivo del racconto, non sono riuscita a non amarlo nemmeno qui, soprattutto quando si sono scoperte alcune cose sul suo conto. Sicuramente un personaggio più accattivante dell’inutile Mal.

In conclusione, posso dire che sono stata davvero felice di aver letto questa trilogia, di essere entrata nel mondo Grisha che ha ancora in serbo tanto altro e che non vedo l’ora di poter scoprire.
Il finale per me è stato dolce/amaro ma, da una parte, posso comprendere che Leigh Bardugo abbia dovuto fare determinate scelte anche per non creare un qualcosa di ovvio e banale.

Consiglio vivamente a tutti la lettura di questi piccoli capolavori, non ve ne pentirete!

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