Recensione The failing hours di Sara Ney

Con la Recensione di The failing hours di Sara Ney, continuiamo la nostra lettura della serie How to date a douchebag, dove i protagonisti non sono proprio dei bravi ragazzi.

Recensione The failing hours di Sara Ney

Titolo: The failing hours Link Amazon
Titolo originale: The failing hours
Serie: How to date a Douchebag # 2
Autore: Sara Ney
Editore: Hope edizioni
Data Uscita: 6 dicembre 2018
Pagine: 320
Narrazione: prima persona, doppio pov
Finale: conclusivo

How to date a Douchebag series:
01. The Studying hours Recensione
02. The failing hours
03. The learning hours Recensione
04. The coaching hours
05. The liying hours

Sinossi

«Zeke Daniels non è solo un cretino; è proprio uno s…, un idiota totale. Zeke tiene le persone a distanza. Non ha alcun interesse per le relazioni ― come la maggior parte degli s… Frequentare qualcuno? Essere in una coppia? No. Non è roba per lui. Non ha mai nemmeno pensato a cosa vorrebbe in una ragazza, perché non ha mai avuto alcuna intenzione di averne una. Diavolo, ha a malapena una relazione con la sua famiglia, e sono imparentati; non piace nemmeno ai suoi stessi amici. Quindi perché continua a pensare a Violet Deluca? La dolce e tranquilla Violet ― il contrario di lui in ogni senso. La luce contro la sua oscurità, anche il suo dannato nome richiama alla mente i raggi del sole, la gioia…».

Recensione di Giulia

Con The failing hours, continuo la mia lettura di questa serie dove i protagonisti sono dei lottatori di wrestling e che è ambientata in un college.
Il protagonista di questo secondo volume è Zeke, un ragazzo che mi ha da subito affascinata leggendo il primo libro.

Zeke non è solo uno stronzo, lui è decisamente il re degli stronzi! Ma adesso possiamo scoprire il motivo per cui ha un carattere parecchio difficile e perché tende ad allontanare tutti.
Sebbene proviene da una famiglia alquanto agiata, è cresciuto senza avere l’affetto dei genitori che preferivano viaggiare e fare soldi che accudire il loro figlio che è quindi stato cresciuto da tate e parenti.

“«No. È solo un perfido scherzo del karma. I miei genitori devono aver saputo fin dall’inizio che sarei stato un peccatore… per quello mi hanno dato il nome di ben due libri della Bibbia. Dio sa che non sono un santo».”

Violet è l’esatto opposto di Zeke, è dolce, generosa e si preoccupa sempre per gli altri. Anche lei ha un passato difficile, dato che i suoi genitori sono morti quando lei aveva solo quattro anni, ma è riuscita ad essere forte e a costruirsi il suo presente.
Il suo unico problema è una specie di balbuzie che le prende soprattutto quando è nervosa, quindi quando si trova accanto a Zeke.

I due si conoscono perché Violet, che lavora nella biblioteca dell’università e fa anche tutoraggio, deve aiutare Zeke per un compito ma il suo comportamento “aggressivo” la farà nascondere finché alla fine per non perdere lavoro sarà costretta ad affrontarlo.

“I miei amici dicono che sono spietato; affermano che nelle mie vene scorra sangue freddo, che sia impossibile avvicinarmi. Ma mi piace così. Mi piace tenere gli altri a distanza. Nessuno ha bisogno di me, e io ho ancor meno bisogno di loro. La felicità è un mito. A chi serve?

Una bellissima storia che mi ha tenuta incollata alle pagine dall’inizio alla fine. Personaggi molto ben caratterizzati, soprattutto Zeke. Il suo comportamento rimane coerente con quello che è e con il suo passato, infatti, sebbene poi inizi a provare qualcosa per Vi, non diventa uno “smidollato” ma dolce a modo suo, sempre con quella vena scontrosa che lo contraddistingue.

Stessa cosa per Violet che, anche se rimane una ragazza dolce e tenera, quando perde la pazienza anche lei ha i suoi cinque minuti e quella scena è davvero epica!

“La verità è questa: Zeke Daniels mi intimidisce. La verità è che non credo di essere in grado di concentrarmi lavorando accanto a lui, fianco a fianco. Sarei troppo preoccupata di quello potrebbe pensare, di cosa potrebbe succedere dietro quel paio di occhi furenti.”

Non sono davvero riuscita a trovare un difetto in questo libro. La scrittura di Sara Ney è scorrevole e crea sempre storie belle ma diverse, con personaggi per niente frivoli.
Consigliatissimo, insieme anche al primo volume che mi era piaciuto, adesso sono proprio curiosa di vedere cos’altro bollirà in pentola!

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