Recensione Il circo dei piccoli miracoli di Carly Schabowski

Il circo dei piccoli miracoli di Carly Schabowski

La recensione di oggi parla de Il circo dei piccoli miracoli di Carly Schabowski edito dalla Newton Compton.
Carly Schabowsky è un’autrice inglese; ha lavorato come giornalista a Cipro e in Australia prima di tornare a Oxford, dove insegna Scrittura Creativa presso la Oxford Brookes University. Appassionata e studiosa della seconda guerra mondiale, ha inoltre conseguito un dottorato sul tema della responsabilità degli autori di romanzi storici.
Questo libro è ispirato alla storia vera di Adolf Althoff, un direttore di circo austriaco che durante la Seconda guerra mondiale ha nascosto e protetto quattro ebrei. Andiamo a scoprire di cosa parla.

Il circo dei piccoli miracoli di Carly Schabowski

Titolo: Il circo dei piccoli miracoli Link Amazon
Titolo originale: The Ringmaster’s Daughter
Autore: Carly Schabowsky
Editore: Newton Compton
Data Uscita: 02 Gennaio 2021
Pagine: 352
Narrazione: Terza persona
Finale: Conclusivo

Sinossi

Parigi, 1940. La città delle luci è diventata buia.
Una commovente storia d’amore

Parigi, 1940. Michel Bonnet ha solo vent’anni e vive arrangiandosi con lavoretti rimediati alle fiere di cavalli alla periferia della città. Ma quando Parigi cade in mano ai nazisti, Michel sale clandestinamente sul primo treno diretto verso sud. È un viaggio che gli cambierà la vita per sempre. 

Quando Michel vede per la prima volta Frieda – una bellissima ragazza dai capelli scuri e dagli occhi enigmatici e misteriosi – ne rimane affascinato. Anche Frieda è in fuga dai nazisti e Michel, senza un tetto e affamato, decide di unire il suo destino a quello della ragazza e di seguirla nella compagnia circense di cui fa parte.

Ma c’è qualcosa che Frieda non gli dice, un segreto che ha giurato di portare nella tomba. E così Michel, ignaro del pericolo che si avvicina, si mette al seguito della compagnia circense itinerante, addentrandosi nella campagna francese, con il suo indimenticabile profumo di lavanda.

Recensione di Gabriella

Michel Bonnet vive a Parigi e vive arrangiandosi con lavoretti con i cavalli, ma quando Parigi cade in mano ai tedeschi, con l’aiuto del suo amico e vicino Bertrand, sale clandestinamente sul primo treno diretto verso sud. Non si tratta di un treno normale, in realtà non è altro che il treno di un circo che gli cambierà per sempre la vita. Qui la vita e le storie dei componenti del circo si intreccerà alla storia di Michel e a quello della seconda guerra mondiale.

“…Man mano che la folla si disperdeva, Michel riusciva a vedere nuove parti di lei. Prima la fronte, liscia e olivastra, poi le sopracciglia, nere come i capelli e perfettamente arcuate, e infine gli occhi, di un verde che non aveva mai visto prima. Si avvicinavano allo smeraldo, ma erano ancora più brillanti….”

Ho adocchiato questo libro quando un anno fa mi accingevo a preparare la scheda della sua prossima uscita e da allora mi ha sempre chiamata, anche se purtroppo il tempo a disposizione non è mai stato dalla mia parte. Con le ultime settimane del 2021 finalmente mi sono decisa a prenderne possesso e finalmente, con ben un anno di ritardo, sono riuscita a leggerlo in pochi giorni.
Inizialmente la storia era molto lenta, non capitava molto e non facevo altro che paragonarlo al film “Come l’acqua per gli elefanti”, anche se adesso posso dire che c’entra ben poco se non per il fatto che sono ambientati entrambi in un circo.

La storia l’ho trovata ben strutturata, anche se all’inizio un po’ lenta, ma non è mai banale e l’ambientazione durante la seconda guerra mondiale da’ al libro una luce molto diversa rispetto al solito romance storico; diversa dai romance che sono abituata a leggere in epoca regency anche perché qui si parla proprio di fatti realmente accaduti.

“<<Non importa. Quello che sto cercando di dirti è che noi invece siamo una combriccola di artisti di strada, con costumi logori e un treno scassato che va avanti per miracolo. Non riusciamo neanche più a mettere in piedi un vero spettacolo, ci siamo trasformati in una specie di fiera di paese per cercare di nascondere al pubblico la mancanza di talento, animali e magia. Quindi è davvero assurdo dire che non sei adatto al circo, perché nessuno di noi lo è! È proprio questo il punto!>>”

La storia d’amore tra Michel e la bella Frieda è qualcosa di per niente scontato in quanto quando pensi di immaginare la storia, in realtà non è così e anche su questo mi sono dovuta ricredere. Michel come personaggio mi è piaciuto molto, non è il classico maschio alfa, ma è un ragazzo che cerca di arrivare a fine giornata in un periodo molto brutto della storia.

Umile, ha i suoi momenti di stanchezza ma non si lascia mai perdere d’animo e cerca sempre di reagire in maniera positiva. Frieda non saprei come descriverla perché racchiude un’aura di mistero che attirerà Michel sin dall’inizio.

Mi sono piaciuti molto anche i personaggi secondari che piano piano avranno modo di raccontare la loro storia e come si sono ritrovati a far parte del circo. Secondo me la parte più bella del libro. Dell’autrice ammiro proprio questa cosa, il suo saper raccontare così bene tutti i personaggi e renderli reali.

Consiglio questo libro a tutte le amanti dei romanzi rosa, dei romanzi storici e a chi piace entrare dentro i personaggi e farli suoi. Unica pecca: avrei preferito avere più dettagli alla fine.

otto

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