Recensione L’amurusanza di Tea Ranno

L'amurusanza di Tea Ranno

La recensione che vi proponiamo oggi è L’amurusanza di Tea Ranno edito da Mondadori.
Tea Ranno è nata a Melilli, in provincia di Siracusa, nel 1963. Dal 1995 vive a Roma. È laureata in giurisprudenza e si occupa di diritto e letteratura. Ha pubblicato per e/o i romanzi Cenere (2006, finalista ai premi Calvino e Berto e vincitore del premio Chianti) e In una lingua che non so più dire (2007). Nel 2012 per Mondadori è uscita La sposa vermiglia, vincitore del premio Rea, e nel 2014, sempre per Mondadori, Viola Fòscari. Nel 2018 con Frassinelli ha pubblicato Sentimi. Per Curcio, ha scritto tre libri per bambini, l’ultimo è Le ore della contentezza.
Andiamo a scoprire di cosa tratta.

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L'amurusanza di Tea Ranno

Titolo: L’amurusanza Link Amazon
Autore: Tea Ranno
Editore: Mondadori
Data di uscita: 9 Aprile 2019
Pagine: 355
Narrazione: Terza persona
Finale: Conclusivo

Sinossi

Siamo in un piccolo borgo siciliano che, dall’alto di una collina, domina il mare: una comunità di cinquemila anime che si conoscono tutte per nome. Su un lato della piazza sorge la tabaccheria, un luogo magico dove si possono trovare, oltre alle sigarette, anche dolciumi e spezie, governato con amore da Costanzo e da sua moglie Agata. Sull’altro lato si affaccia il municipio, amministrato con altrettanto amore (ma per il denaro) dal sindaco “Occhi Janchi”. Attorno a questi due poli brulica la vita del paese, un angolo di paradiso deturpato negli anni Cinquanta dalla costruzione di una grossa raffineria di petrolio.

Quando Costanzo muore all’improvviso, Agata, che è una delle donne più belle e desiderate del paese, viene presa di mira dalla cosca di Occhi Janchi, che, oltre a “fottere” lei, vuole fotterle la Saracina, il rigoglioso terreno coltivato ad aranci e limoni che è stato il vanto del marito.

Ma la Tabbacchera non ha intenzione di stare a guardare. Attorno a lei si raccoglie una serie di alleati: il professor Scianna, che in segreto scrive poesie e cova un sentimento proibito per la figlia di un amico, l’erborista Lisabetta, capace di preparare pietanze miracolose per la pancia e per l’anima, Lucietta detta “la piangimorti”, una zitella solitaria che nasconde risorse insospettate… una compagnia variopinta e ribelle di “anime rosse” che decide di sfidare il potere costituito a colpi di poesia, di gesti gentili e di buon cibo: in una parola, di “amurusanze”.

Tra una tavolata imbandita con polpettine e frittelle afrodisiache e una dichiarazione d’amore capace di cambiare una fede, le sorti dei personaggi s’intrecciano sempre più, in un crescendo narrativo che corre impetuoso verso la deflagrazione…

Recensione di Gabriella

In un piccolo borgo della Sicilia tra Siracusa e Catania si trova questo paesino dove tutti si conoscono e sanno tutto di tutti. Il sindaco, chiamato “occhi janchi” la fa un po’ da padrone e vuole a tutti i costi, anche come sfida personale, appropriarsi della Saracina, proprietà di Costanzo e della moglie Agata, nonché proprietari anche della tabaccheria del paese. Il sindaco e Costanzo sono in lotta ideologica e politica da tempo e dopo l’ultimo scontro Costanzo ha un infarto e muore. Da lì il sindaco pensa di averla finalmente vinta e di potersi appropriare della Saracina e anche infilarsi nel letto della “tabacchera”, ma non ha fatto però ancora i conti con l’amurusanza che vive all’interno del paese.

Ho letto per la prima volta questa scrittrice e devo dire che è stata una scoperta veramente ben fatta. Il libro è molto scorrevole, ben scritto e anche molto divertente. Scritto con dialoghi in “lingua” siciliana mi ha permesso di svagarmi e mi ha fatto entrare in questo piccolo paese della Sicilia dove ho visto il borgo con la sua piazza con la tabaccheria, il comune, il bar e tutti i suoi personaggi.

“E intanto gli uomini se la spolpano con gli occhi: le nonne che colmano la stoffa, le gambe, le caviglie, i capelli di seta, gli occhi celesti, la bocca rossa, il culo superbo. La spolpano li, davanti allo stia consacrata, pronti ad attentare alla sua vedovanza non appena se ne presenterà l’occasione, anche solo per pigliarsi la soddisfazione di brucare là dove brucò il bastardo comunista: questo pensa il sindaco, immaginandosi di cavalcare quella gran picciotta arresa sotto di lui, questo pensa il vicesindaco, questo pensa Giardino, Russo, Acquaforte, Vaccaro e Orlando, impettiti nei loro abiti scuri e devotamente assorti in preghiera. “

I personaggi sono descritti benissimo e riescono a prendere vita, ognuno con la loro personalità, i loro sogni e i loro pensieri. Tutti i personaggi sono vivi, anche Costanzo riesce a continuare a vivere con la sua anima, aiutando ad andare avanti la moglie e dando anche degli aiuti ad altri personaggi.

“<<“Amurusanza” >> fa lui senza esitazione. E le porte si spalancano e il sole ride e la vita canta. “

L’unica pecca che ho trovato in questo libro è stata un po’ la fine che non mi ha convinta al 100%

Consiglio tantissimo questo libro sicuramente per la scrittura, ma anche per chi vuole entrare nella storia di un paese che potrebbe essere dei giorni nostri e realmente esistente per entrare nella sua realtà.

otto

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