Recensione Stuck di Marilena Barbagallo

Con la Recensione di Stuck di Marilena Barbagallo, vi andremo a parlare del secondo volume della Red Oak Manor Collection e dei suoi protagonisti: Dylan e Arya.

Recensione Stuck di Marilena Barbagallo

Titolo: Stuck Link Amazon
Serie: Red Oak Manor Collection # 2
Autore: Marilena Barbagallo
Editore: Self publishing
Data Uscita: 1 febbraio 2022
Pagine: 448
Narrazione: Prima persona, doppio pov
Finale: conclusivo

Serie Red Oak Manor Collection:
01. Wings di Valentina Ferraro Recensione
02. Stuck di Marilena Barbagallo
03. Issue di Bianca Ferrari Recensione
04. Misty di Mary Lin Recensione
05. Wrong di Valentina C. Brin Recensione
06. Cruel di Debora C. Tepes Recensione
07. Candy di Jenny Anastan
08. Caged di Naike Ror
09. Jaded di Robin C.
10. Shine di Silvia Carbone

Sinossi

Dylan non sa quando è nato. È stato abbandonato, ancora in fasce, davanti al cancello dell’orfanotrofio in cui è cresciuto. Era domenica, perciò lo hanno chiamato Sunday. L’unico colore che definisce la sua vita è il grigio delle mura di Red Oak Manor, ma c’è stato un tempo in cui una ragazzina è riuscita a renderlo felice. È bastato uno sguardo a legarlo per sempre a lei.

Nonostante sapesse di aver conosciuto l’amore, ha dato il peggio di sé: rabbia e gelosia. Pur di proteggerla dal suo peggior nemico, l’avrebbe lasciata andare per sempre.
E lo ha fatto.
Eppure, ci sono sentimenti destinati a non spegnersi mai. Lo sa bene Arya Torres, oggi attrice di successo, il tormento di Dylan. Lui non sopporta di vederla sulle riviste e in quei dannati film, lei di non avere sue notizie. Il giorno in cui si incrociano a Los Angeles, a un party privato, niente sembra essere cambiato.

Lei ha ancora bisogno di essere la sua farfalla.
Lui di incastrarla nella sua ragnatela.
Ma per un criminale non può esserci spazio nel mondo scintillante di una star di Hollywood.

Recensione Giulia
Recensione Gabriella

Recensione di Giulia

Dylan è arrivato al maniero quando aveva solo poche settimane di vita, sua madre lo ha abbandonato davanti ai cancelli dell’orfanotrofio una domenica per questo il suo nome è Dylan Sunday.
Forse proprio a causa del dover crescere con la consapevolezza di essere stato abbandonato, cresce con una rabbia dentro che sfoga facendo danni e marachelle agli altri ragazzi orfani.

Questo fino a quando Kevin Sherman, il proprietario di tutta Red Oak Town, non lo prende sotto la sua ala per fargli gestire lo spaccio di droga che ha in città. Dylan ha solo sette anni e non sa ancora che quella sarà la sua scelta più sbagliata.

“«Allora perché sei arrabbiato con me?»
«Perché sei la prima».
«A far cosa?»
«A fare questo». Le prendo una mano e me la poggio sul cuore. Non serve dirle altro, poiché il frenetico palpitare è la risposta che cerca. I suoi occhi sorpresi mi rivelano che ha ben compreso e i battiti accelerano sempre di più vedendo come mi sorride. «E questo ti fa infuriare?»”

Arya, al contrario, è arrivata al maniero a sedici anni, quando sua madre non è stata più in grado di prendersi cura di lei. La prima persona che vede lì è proprio Dylan e tra i due si instaura subito un legame che man mano diverrà sempre più forte e sempre più pericoloso.
Arya è tanto pura e buona quanto Dylan è corrotto e rabbioso. Ma quando i due sono insieme l’unico sentimento nell’aria è quello dell’amore.

Dylan sa bene che, per quanto la voglia, non può farla entrare nel suo mondo fatto di droga, terrore e punizioni corporali, lei ha dei sogni e lui sarebbe solo un ostacolo per il raggiungimento. Riusciranno a trovare un compromesso?

“«Posso stringerti di più?»
«Più di così?». Non so cosa ci sia più di questo, che genere di intreccio possa creare, ma so che lo voglio più di qualsiasi altra cosa in questo momento.
«Se ti faccio male, dimmelo». I suoi avambracci pressano sulla mia pancia, le sue mani si aprono sui miei fianchi, premendoli con le dita. Sento il suo petto congiungersi sempre di più alle mie spalle, uniformarsi, come se stessimo diventando una scultura unificata. È una congiunzione che sa di disperazione e bisogno. «È la cosa più bella che mi abbiano mai fatto», mi confido. «Non potresti mai farmi male in questo modo»”

In Wings abbiamo potuto già fare la presentazione di Dylan e avevamo già visto un Arya con la faccia pesta, in Stuck possiamo finalmente conoscere le loro storie e come poi il loro legame sia iniziato.
Dylan è cresciuto imparando a costruirsi una corazza intorno, grazie soprattutto a Kevin che lo fa entrare da subito nel mondo dei “grandi”. Questa corazza però viene quasi subito demolita quando incontra Arya, l’unica persona a cui fa vedere le sue fragilità.

Anche lei ha delle ferite interiori che deve curare e in qualche modo riescono a farlo insieme, anche se il destino li separerà dopo poco tempo. Ma quello che hanno costruito in poche settimane lo terranno stretto per gli anni a venire. Dopo che Arya raggiunse i suoi sogni e Dylan è a un passo dall’avere tutto ciò per cui ha lavorato fin da piccolo.

Dylan e Arya sono come due estremità di un elastico, per quanto vengono spinti lontani l’uno dall’altra, prima o poi il destino li riporterà vicini. Il loro è un amore difficile, quasi possessivo e tormentato, ma anche affascinante in un certo senso.

Libro partito davvero in quinta, infatti ho faticato a staccarmi dalle pagine durante tutta la prima parte. Ho apprezzato il continuo salto temporale di dieci anni tra passato e presente e scoperto pian piano quello che gli era successo e come siano riusciti finalmente ad avere il loro lieto fine (l’epilogo è stato meraviglioso). La seconda parte, invece, l’ho trovata molto più ripetitiva e lenta, avrei preferito meno pagine e la storia più concentrata.

Questo è il primo libro che leggo di questa autrice e così come per Valentina Ferraro, penso proprio che leggerò altro di lei, dato che mi è piaciuta comunque la sua scrittura, anche se non ho molto apprezzato il suo uso di regionalismi.
Consiglio la lettura di questo volume anche se non si è letto il primo. Il mio voto è una somma delle due parti!

Recensione di Gabriella

Dylan vive al maniero da sempre, quando è nato lo hanno portato lì e lo hanno abbandonato. Era una domenica e da lì deriva il suo cognome Sunday. È sempre stato un bambino che esprimeva rabbia e frustrazione, voleva con tutto il cuore avere una famiglia, ma nonostante le promesse che gli venivano fatte non l’ha mai avuta e questo ha contribuito ancora di più ad aumentare la sua rabbia e a portarlo a quello che è oggi. L’unico momento di calma l’ha avuto insieme ad Arya, una ragazzina che è arrivata al maniero per scappare da una situazione violenza e da una madre che non riusciva a prendersi cura di lei per via delle sue dipendenze. Lei si insinua subito nella vita di Dylan e nessuno dei due riesce a fare a meno dell’altra.

“Non possiamo spiegare perché non riusciamo a costruire legami, né perché, nell’attimo in cui riconosciamo questa incapacità e ci rendiamo conto che siamo soli, la presa di coscienza fa male, più di quelle ferite che nascondiamo.
Io non lo so spiegare come sono fatto, ma so che quando sto vicino a lei, mi sembra di cadere a pezzi.
E non si tratta di una brutta sensazione.
Lei è la sensazione. È qualcosa che mi esplode dentro.”

Inizio subito con il dire che la parte più bella di questo libro è stato il modo in cui è stato scritto, mi è piaciuto tantissimo la suddivisione dei capitoli alternata tra il presente e il passato, questo mettere a confronto una storia che si “ripeteva”. Inutile dire che Dylan e Arya si devono allontanare dopo un preludio all’interno del maniero per poi ritrovarsi in età adulta.

“<<Se tu volessi qualcosa a tutti i costi, cosa faresti per ottenerla?>>, le chiedo.
<<Me la prenderei>>.
E io me la prendo, avventandomi letteralmente sulle sue labbra.
Nelle vene non mi scorre più sangue, ma una colata di lava che segna nuovi sentieri nella mia anima.”

I due protagonisti sono veramente intensi, Dylan con le sue sfaccettature che lo portano ad essere molto duro ma allo stesso tempo dolcissimo con Arya e molto, molto protettivo. Arya ha sicuramente un passato diverso da Dylan, sa cosa significa avere una famiglia, ma per via delle dipendenze della madre ha una parentesi all’interno del maniero che l’aiuta a crescere tantissimo e a doversi confrontare con esperienze e vissuti diversi, non solo con Dylan.

Il suo è veramente un personaggio molto forte che dimostra di non aver bisogno di protezione ma che può affrontare non solo i suoi problemi, ma essere anche una roccia per Dylan.

“<<Credi di essere la mia stella polare, il mio cielo, il punto di riferimento della mia esistenza?>>
<<No, ciò che hai appena detto equivale a quello che rappresenti tu per me. Per quanto riguarda il sottoscritto, credo di valere molto meno per te>>.”

La storia è molto bella e travagliata e a tratti ti lascia anche in sospeso per tutto quello che accade, ma purtroppo l’ho trovata un po’ lenta nella seconda parte. Alla fine invece è assolutamente bellissima anche se avrei preferito un approfondimento su una parte che per non spoilerare non andrò a rivelare. L’epilogo da solo vale tutto il libro. Molto intenso.

Consiglio assolutamente questo libro e questa serie che sta dimostrando di essere ben studiata e a cui non sta mancando nulla. Spero che continui così, le aspettative anche sugli altri libri continuano a crescere.

otto

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