Recensione Quando tornerò di Marco Balzano

Quando tornerò di Marco Balzano

La recensione di oggi parla di Quando tornerò di Marco Balzano edito da Einaudi. Andiamo a scoprire di cosa parla.

Marco Balzano è uno scrittore e docente italiano. Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo Il figlio del figlio. Il libro viene tradotto in tedesco nel 2011. Quando tornerò è il quinto romanzo dell’autore.

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Quando tornerò di Marco Balzano

Titolo: Quando tornerò Link Amazon
Autore: Marco Balzano
Editore: Einaudi
Data di uscita: 09 Marco 2021
Pagine: 208
Narrazione: Prima persona, pov alternati
Finale: Conclusivo

Sinossi

«Se non capisci tua madre, è perché ti ha permesso di diventare una donna diversa da lei». Questa è la storia di chi parte e di chi resta. Di una madre che va a prendersi cura degli altri, dei suoi figli che rimangono a casa ad aspettarla covando ambizioni, rabbie, attese. E un’incontenibile voglia di andarsene lontano. Dopo “Resto qui”, Marco Balzano torna con un racconto profondo e tesissimo di destini che ci riguardano da vicino, ma che spesso preferiamo non vedere. Un romanzo che va dritto al cuore, mostrando senza mai giudicare la forza dei legami e le conseguenze delle nostre scelte.

Daniela ha un marito sfaccendato, due figli adolescenti e un lavoro sempre più precario. Una notte fugge di casa come una ladra, alla ricerca di qualcosa che possa raddrizzare l’esistenza delle persone che ama – e magari anche la sua. L’unica maniera è lasciare la Romania per raggiungere l’Italia, un posto pieno di promesse dove i sogni sembrano più vicini. Si trasferisce così a Milano a fare di volta in volta la badante, la baby-sitter, l’infermiera.

Dovrebbe restare via poco tempo, solo per racimolare un po’ di soldi, invece pian piano la sua vita si sdoppia e i ritorni si fanno sempre più rari. Quando le accade di rimettere piede nella sua vecchia casa di campagna, si rende conto che i figli sono ostili, il marito ancora più distante. E le occhiate ricevute ogni volta che riparte diventano ben presto cicatrici.

Un giorno la raggiunge a Milano una telefonata, quella che nessuno vorrebbe mai ricevere: suo figlio Manuel ha avuto un incidente. Tornata in Romania, Daniela siederà accanto al ragazzo addormentato trascorrendo ostinatamente i suoi giorni a raccontargli di quando erano lontani, nella speranza che lui si svegli. Con una domanda sempre in testa: una madre che è stata tanto tempo lontana può ancora dirsi madre? A narrare questa storia sono Manuel, Daniela e Angelica, la figlia più grande. Tre voci per un’unica vicenda: quella di una famiglia esplosa, in cui ciascuno si rende conto che ricomporre il mosaico degli affetti, una volta che le tessere si sono sparpagliate, è la cosa più difficile.

Recensione di Gabriella

Il libro si divide in tre parti, nello specifico la storia viene vista e procede dal punto di vista di Manuel (il figlio), Daniela (la mamma) e Angelica (la figlia). Racconta la storia di questa famiglia rumena che si ritrova a dover andare in Italia a lavorare come badante e prende, grazie ai diversi punti di vista, la vita che fanno Manuel e Angelica (i figli di Daniela) e come prendono la partenza della madre; come Daniela vive il lavoro in Italia e quello che sarà poi il suo rientro a casa.

“<<Tu non dovevi nascere>>.
Questa frase Moma me la ripete da sedici anni. Moma è mia madre, la chiamo così fin da bambino. Qualche tempo dopo la prima gravidanza l’avevano operata all’utero e le avevano detto che poteva scordarsi di avere altri figli: per evitare che s’illudesse glielo scrissero anche sul foglio di dimissioni. Forse proprio per questo Moma mi ha sempre amato come una pazza,
perché da desiderio senza speranza sono diventato carne e ossa.”

Non è il primo libro dell’autore che leggo e in entrambi (Quando tornerò e Io resto qui), le emozioni non mancano mai. Inutile aggiungere che non conoscevo nemmeno la trama visto che non le leggo mai, ma ho scoperto questo libro tramite il gruppo di cui faccio parte della biblioteca e anche se qualcuno l’ha trovato pesante, io non sono assolutamente della stessa idea. Ho letto il libro in meno di dodici ore. Mi ha fatto scoprire il punto di vista, e in questo caso anche di vita, delle donne che si ritrovano a dover partire per poter dare una qualche sorta di avvenire alla propria famiglia mandando dei soldi, guadagnati come badante, invece di fare il lavoro per cui si ha studiato in patria.

Il punto di vista di Manuel, così come quello di Angelica mi ha fatto immaginare come possano sentirsi i figli di queste donne che pur di far avere dei soldi alla famiglia decidono di partire, ma anche di come vivono questa decisione.

Il punto di vista di Daniela invece, mi ha aperto un mondo di cui ignoravo totalmente l’esistenza. Sapevo che queste donne partivano per cercare di mandare in qualche modo dei soldi alla famiglia, ma poi in realtà chi potessero essere e come potessero vivere questa cosa non riuscivo proprio a immaginarla e grazie all’autore, che alla fine del libro in una nota racconta perché ha deciso di scrivere questo libro e anche come ha fatto a scriverlo spiegando anche il <<Mal d’Italia>>, sono riuscita perfettamente a immedesimarmi nei personaggi, soprattutto in Daniela e sul perché decide di partire.

“Certe volte, durante quelle passeggiate, ti mandavo delle foto e tu rispondevi che volevi essere con me. Allora mi sedevo sulla panchina e ti scrivevo lunghi messaggi pieni di promesse che però poi cancellavo all’istante: non aveva senso portarti in Italia, almeno finché non potevo permettermi un appartamento in affitto. Dopo aver messo a letto Giovanni perdevo ore a guardare gli annunci, ma solo facendo due conti c’era da toglierselo dalla testa. Avremmo dovuto andarcene in provincia, tirar fuori i soldi per i mezzi, tenere d’occhio le spese condominiali, fare attenzione a cosa comprare al supermercato. Non sarei riuscita a mettere via più niente e non ti avrei potuto portare nemmeno a mangiare una pizza.”

La storia è scritta veramente bene, non l’ho trovata mai banale con frasi fatte o cose date per scontate, ma l’autore ha veramente approfondito la storia.

Consiglio tantissimo questo libro a tutti coloro che vogliono entrare nella testa di una realtà che ci è davanti tutti i giorni, ma che ignoriamo totalmente.

nove

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