Recensione Un lago di storie di Emanuela Nava

Un lago di storie di Emanuela Nava

La recensione di oggi ci porta sul lago di Como con Un lago di storie di Emanuela Nava edito da Carthusia. Andiamo a scoprire cosa racconta.

Un lago di storie di Emanuela Nava

Titolo: Un lago di storie Link Amazon
Autore: Emanuela Nava, Elena Prette, Roberta Peverelli
Editore: Carthusia
Data di uscita: 7 Giugno 2012
Pagine: 44
Narrazione: Terza persona
Finale: Conclusivo

Sinossi

Quali sorprese nascondono le ville e i giardini del lago di Como? Meravigliose architetture e labirinti fioriti. Alberi e piante provenienti da ogni parte del mondo. Storie di principesse, duchi, marchesi e personaggi illustri di un tempo lontano che, con un pizzico di fantasia, capita ancora di incontrare. Ma dove? All’ombra dei grandi alberi di Villa Olmo. Nelle stanze dagli immensi soffitti affrescati di Villa Erba. Tra i rododendri giganti di Villa Carlotta. O passeggiando sotto i platani a ombrello di Villa Melzi d’Eril. Perché la magia della Storia, dell’arte e della natura viaggia nei secoli e non scompare. Si specchia nell’acqua del lago e porta fino a noi il suo riflesso. Tuffiamoci dunque, il viaggio comincia!

Recensione di Gabriella

Scoperta l’esistenza di questo libro mi sono fiondata a cercarlo incuriosita dal leggere delle storie sulle ville che ci sono sul lago di Como.

Pensavo di trovare al suo interno delle storie, seppur semplici visto che si tratta di un libro per bambini, che raccontassero in parte delle storie reali sulle ville che vengono raccontate, ma così purtroppo non è stato. Ad esclusione di Villa Visconti, le altre sono pura invenzione su due fantomatici fratello e sorella che visitano le ville.

“Si sentono ancora le grida dei bambini e la voce allegra di lei dal terrazzo del primo piano: <<Guido, Luigi, Edoardo, Luchino! Guardate quante barche nel lago>>.
I fratelli sono arrivati alla darsena: si cospargono di talco e farina. Poi restano immobii come i marmi che ornano la balaustra dell’imbarcadero.
<<È il gioco più bello che hanno inventato>> mormora Viola, senza perdere neppure un’inquadratura della scena.
<<Sembrano proprio statue!>> esclama Bruno.”

Ho trovato però interessanti i trafiletti che ci sono in basso alle storie dove dà curiosità su dettagli presenti all’interno delle ville.

“La villa, voluta dal nobile Innocenzo Odescalchi nel 1785, venne chiamata Villa Dell’Olmo poiché l’intera area dove sorge, tra il lago e la collina, conservò a lungo questo nome per la presenza di un antichissimo olmo, o meglio, come ci ricorda lo scrittore latino Plinio il Giovane, di un bosco di olmi.”

Sicuramente aveva del potenziale, ma penso sia andato sprecato.

sei

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