Recensione Delitti a Fleat House di Lucinda Riley

Delitti a Fleat House di Lucinda Riley

Con la recensione che vi proponiamo oggi vi parliamo di Delitti a Fleat House di Lucinda Riley edito dalla Giunti. Andiamo a scoprire di cosa parla questo libro postumo pubblicato un anno dopo la morte della scrittrice.

Lucinda Riley è stata una scrittrice e attrice irlandese. Dopo un inizio carriera come attrice per il teatro e la televisione, nel 1989 contrasse una severa forma di mononucleosi e durante la convalescenza iniziò a scrivere. Pubblicò il suo primo romanzo nel 1992.

Da allora diede alle stampe numerosi romanzi rosa di successo tradotti in 28 lingue, vendendo nel mondo cinque milioni di copie. La sua fama in Italia è relativa principalmente alla serie di libri Sette sorelle. È morta l’11 giugno 2021 a causa di un tumore.

Questo articolo è acquistabile con il Bonus Cultura e con il Bonus Carta del Docente quando venduto e spedito direttamente da Amazon. Sono esclusi prodotti di Venditori terzi sul Marketplace di Amazon. Verifica i termini e condizioni dell’ iniziativa Bonus Cultura 18app e di Carta del Docente

Delitti a Fleat House di Lucinda Riley

Titolo: Delitti a Fleat House Link Amazon
Titolo originale: The Murders at Fleat House
Autore: Lucinda Riley
Editore: Giunti
Data di uscita: 25 Maggio 2022
Pagine: 496 pagine
Narrazione: Terza persona
Finale: Conclusivo

Sinossi

L’improvvisa morte di Charlie Cavendish, nell’austero dormitorio di Fleat House, è un evento scioccante che il preside è subito propenso a liquidare come un tragico incidente. Ma la polizia non può escludere che si tratti di un crimine e il caso richiede il ritorno in servizio dell’ispettore Jazmine “Jazz” Hunter.

Jazz ha le sue ragioni per aver abbandonato la carriera nella polizia di Londra e accetta con riluttanza di occuparsi dell’indagine come favore al suo vecchio capo. Quando uno dei professori viene trovato morto e poco dopo un alunno scompare, è chiaro che la vicenda sia molto più complicata di quanto potesse sembrare all’inizio.

Intrighi familiari, tradimenti e vendette: sono tanti i segreti racchiusi nelle mura di Fleat House e alcuni attendono di venire alla luce da tempo.

Recensione di Gabriella

A Fleat House, un dormitorio di una scuola media nel Norfolk, una mattina scoprono il cadavere di Charlie Cavendish e naturalmente per tutti è uno shock. Inizialmente si pensa a un errore, ma dietro insistenza del padre si inizia a indagare per capire se è stato un errore, un suicidio o addirittura un omicidio. Di cosa si è trattato?

L’idea c’è, ma penso che questo libro sia stato “trovato” e messo lì giusto per cavalcare la scia di una scrittrice, purtroppo, ormai scomparsa che ha avuto molto successo nelle vendite.
All’inizio ho trovato (non so se dipendeva dalla traduzione o cosa) tutto abbastanza basilare, con testi e dialoghi che non mi hanno convinta più di tanto.

Andando avanti con la lettura la carne che è stata messa al fuoco era veramente tanta ed è andata avanti così per un bel pezzo terminando anche dei capitoli in maniera “troncata”, probabilmente per cercare di dare suspense, ma alla fine per me era anche troppa e mi ha un po’ stancata.
Capitoli che ho trovato superflui e personaggi che boh, non ne ho capito l’utilità.

“L’ultimo decesso di uno studente era avvenuto ventisei anni prima, nel lontano 1979. Avevano trovato il corpo senza vita di un ragazzo in cantina, dove venivano conservati i bauli. Si era impiccato con un brandello di corda che aveva legato a un gancio sul soffitto. L’incidente ormai era diventato parte del folklore scolastico: ai ragazzi piaceva perpetrare il mito secondo cui lo spirito del ragazzo morto infestasse Fleat House.”

Jazz, la protagonista e l’ispettrice che ha indagato sull’intera vicenda, mi è piaciuta, così come mi sono piaciuti i suoi “sottoposti”, ma non mi è piaciuto per niente la figura dell’ex marito. Alcune cose non mi sono suonate per niente, mentre altre sì.

“<<Se dico di no, che ne faccio di questo?>> disse lei, riferendosi al fascicolo.
<<Lo bruci su quel misero fuocherello. A vederlo ha bisogno di altra legna. Bene, ci vediamo allora.>> Norton le strinse la mano. <<Grazie del caffè.>> Si avviò verso la porta, poi si voltò a guardarla. <<Per chiunque altro non sarei mai venuto fino nel Norfolk, ispettrice Hunter. E le Garantisco che non mi vedrà più implorare. Mi chiami entro le dodici e trenta. Arrivederci.>>”

Sicuramente come inizio di serie potrebbe funzionare, ma scritto in maniera migliore rispetto a questo, e non so se scritto da un’altra persona avrebbe la stessa presa.
A questo punto sarei curiosa di leggere altro della scrittrice per capire se l’impostazione del libro è sempre stata così o effettivamente avrebbe avuto bisogno di una rivisitazione e della collaborazione di un bravo editore.

Per me è un ni!

Sette

Se anche tu lo hai letto e vuoi dire la tua non esitare e commenta qui sotto!

Seguici sui social per rimanere sempre aggiornato Facebook – Instagram

Torna alla Home – Torna a Recensioni

Anche noi siamo affiliate Amazon, acquistando tramite il nostro link non ci fai diventare ricche e a te non cambierà il prezzo, ma ci aiuti a farti avere sempre delle nuove recensioni.

Articoli consigliati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *