Recensione Le notti bianche di Fedor M Dostoevskij

Le notti bianche di Fedor M Dostoevskij

La recensione di oggi vi porta a Le notti bianche di Fedor M Dostoevskij edito da Bur. Andiamo a scoprire subito di cosa tratta.

Le notti bianche, è un racconto giovanile di Fëdor M Dostoevskij, pubblicato per la prima volta nel 1848, sulla rivista Otečestvennye zapiski (Annali patri). L’opera prende il nome dal periodo dell’anno noto col nome di notti bianche, in cui nella Russia del nord, inclusa la zona di San Pietroburgo, il sole tramonta dopo le 22. Il racconto è ambientato nella città di Pietroburgo, città dove Dostoevskij trascorse la sua giovinezza e che farà da scenario anche a Delitto e castigo. Nelle Memorie del sottosuolo la definisce la città “… più astratta e premeditata di tutto il globo terrestre”.

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Le notti bianche di Fedor M Dostoevskij

Titolo: Le notti bianche Link Amazon
Titolo originale: Белые ночи
Autore: Fedor M Dostoevskij
Editore: BUR
Data di uscita: 26 Febbraio 2019
Pagine: 230
Narrazione: Prima persona
Finale: Conclusivo

Sinossi

Lungo un canale di Pietroburgo, nella luce crepuscolare delle notti bianche, un giovane e una fanciulla si incontrano per la prima volta. Sospesi tra realtà e rêverie, i due intraprendono un dialogo serrato, appassionato e velatamente ambiguo. La situazione pare preludere a un epilogo romantico; tuttavia, al quarto incontro notturno, nel momento in cui si realizza il sogno della fanciulla, s’infrange quello del giovane, costretto a tornare alla sua solitaria realtà. Questo breve romanzo del primo Dostoevskij, che ha come scenario la luminescente e umbratile magia delle notti bianche, viene presentato qui in una nuova traduzione, a cura di Laura Salmon, che propone nella postfazione un’inedita chiave di lettura dell’opera, tradizionalmente considerata il primo approccio al grande romanziere russo.

Recensione di Gabriella

Se un libro può essere usato per definire qualcosa questo è proprio il libro in questione: Le notti bianche può essere usato per definire la friend zone e chi ci finisce.

“Il sognatore”, nonché protagonista di questo libro e di cui non conosceremo mai il nome, si ritrova in una notte di maggio a San Pietroburgo dove vive e dove si manifestano queste nottate dove la luce dura tantissimo e in questo periodo dell’anno ci si ritrova anche a passeggiare per la città, quando a un certo punto vede questa ragazza che cammina da sola e che sta per essere infastidita da un ubriaco e va in suo soccorso. Come si dice “da cosa nasce cosa” e i due iniziano a parlare dandosi così appuntamento la sera dopo alla stessa ora, ma la ragazza mette in chiaro subito che categoricamente lui non deve innamorarsi di lei. Perché non deve innamorarsi di lei? E chi è il sognatore?

“-[…] Io sono un sognatore; e vivo così poco di una vita reale e istanti come questo di adesso ne conto così di rado, da non poter fare a meno di rinnovare questi istanti nei miei sogni. Io fantasticherò di voi tutta la notte, tutta la settimana, tutto l’anno. Verrò immancabilmente qui domani, proprio qui, a questo stesso posto, proprio a quest’ora, e sarò felice, ricordandomi di oggi. Ormai questo luogo mi è caro. […]”

Sicuramente è un’epoca molto diversa dai giorni nostri e sicuramente anche un’altra cultura, ma ho trovato abbastanza strano che una ragazza di 17 anni possa vagare per le strade della città a un’ora tarda e mettersi a chiacchierare tranquillamente con uno sconosciuto. Per quanto riguarda l ingenuità di Nastenka penso che stia perfettamente nel l’ambientazione, ma ciò non toglie che non capisco cosa e come faccia ad uscire la notte. Bravissima aggiungerei a mettere nella friend zone prima e poi a illudere il sognatore che probabilmente in quanto tale ci cade con tutte le scarpe. Il sognatore penso che lo sia sia di nome che di fatto. Vaga senza nessun tipo di problemi al mondo e vive nell’attesa di incontrare Nastenka dopo il loro primo incontro anche se lei ha messo in chiaro subito che tra di loro non potrà esserci nulla.

“[…] Nella stanza si è fatto scuro; nella sua anima c’è il vuoto e la tristezza; tutto un regno di fantasticherie è crollato attorno a lui, è crollato senza lasciar traccia, senza rumore o schianto, si è dissolto come un sogno ed egli stesso non ricorda quel che ha sognato. […]”

Il libro anche se piccolo l’ho trovato abbastanza pesante, non mi convince fino alla fine.

Consiglio questo libro solo agli amanti del genere.

Sette

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