Recensione La volpe che amava i libri di Nicola Pesce

La volpe che amava i libri di Nicola Pesce

La recensione di oggi vi parla di La volpe che amava i libri di Nicola Pesce edito da NPE. Andiamo a scoprire di cosa tratta.

Nato a Salerno, all’età di sedici anni aveva già scritto oltre 10 romanzi e 100 racconti. Ancora minorenne ha fondato Edizioni NPE, oggi una delle prime venti case editrici di fumetto in Italia, diventando uno dei più giovani editori distribuiti sul territorio nazionale. Piccolo imprenditore seriale, si alterna tra l’editoria ed altre società che ha fondato o che gestisce, ritagliandosi spazio per leggere una infinità di libri classici, scrivere i suoi romanzi (che fino al 2019 non aveva mai voluto pubblicare) e viaggiare armato di portatile, penna e agendina. Sui suoi social ha creato una comunità di appassionati lettori con i quali condivide l’amore per i libri, la natura ed il tè.

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La volpe che amava i libri di Nicola Pesce

Titolo: La volpe che amava i libri Link Amazon
Autore: Nicola Pesce
Editore: NPE
Data di Uscita: 27 Maggio 2021
Pagine: 176
Narrazione: Terza persona
Finale: Conclusivo

Sinossi

Nel freddo inverno siberiano, una piccola volpe diversa dalle altre scopre l’amore per i libri e comincia a rubarne in paese per portarli nella sua tana. Il suo progetto infatti è di trascorrere il proprio letargo leggendo senza sosta. Ma un dolcissimo topolino e un corvo spietato busseranno alla sua porta in cerca di ospitalità. Dovranno imparare a convivere, ognuno con i propri ricordi, le proprie paure e le proprie speranze, in attesa della primavera.

Recensione di Gabriella

Aliosha è una volpe che poco prima del grande inverno siberiano scopre i libri e così vaga per i paesi cercando di rubarli per portarli alla sua tana e trascorrere così l’inverno, invece di entrare in letargo, vuole passarlo in compagnia dei libri. Si imbatte però per puro caso, in un topolino e in un corvo che racconteranno anche la loro storia. Riusciranno a convivere in attesa della primavera?

“<<Mi costruirò una solitudine,>> pensava Aliosha, <<dove non penetrerà mai più il dolore. E se per questo non dovesse penetrare neanche la gioia, pazienza! Non voglio vedere mai più nessuno!>>.
Ma proprio in quel momento udì chiaramente: <<Toc toc!>>.”

Voglio fare subito una parentesi sull’edizione di questo libro. La sua rilegatura con la copertina rigida, marrone e le scritte in oro in rilievo sono veramente magnifiche, è una delle cose che mi ha colpito di più di questo libro. Tenerlo in mano è veramente bellissimo e da’ alla lettura tutto un altro sapore. Girandolo, il solito codice ISBN è sotto forma di francobollo che da’ al libro quel tocco in più.

“<<Penso che niente possa essere davvero bello se non è almeno un po’ buffo. La vera bellezza non accetta né autocompiacimento né presunzione. Chi è davvero bello non sa di esserlo, se lo sapesse sarebbe un buffone. E la vera bellezza richiede anche un difetto, che incatena il tuo sguardo come un fiore che sbuca dalla neve, come un’unica nuvola in cielo. E quando sorrise, oh quando sorrise!>>”

I personaggi non possono che essere fantastici. Questa volpe Aloisha che ama i libri e che la porta a rubarli in paese e imbattersi in questo signore con cui scambiare i libri. Musoritz, un topolino ultimo di cinquanta figli che viene allontanato dalla famiglia perché non nato dove di consueto e quindi non riconosciuto. E per ultimo Ptiza, il corvo con un carattere molto cupo che non vuole avere rapporti con nessuno ma che suo malgrado si ritrova a dover condividere dello spazio e alla fine la sua storia.

“<<A partire da oggi osserverò sempre tutto: come cade la neve, come l’acqua vada da monte a valle, come il vento pieghi le piantine verdi e spezzi gli alberi duri. Da oggi avrò mille maestri, ovunque io mi volti. E quando sarò troppo triste ricordandomi che nessuno mi ha mai voluto, baderò al fatto che la meravigliosa primavera arriva sempre, anche dopo l’inverno più freddo. Grazie, Aliosha! Ora so che arriverà la primavera anche per me.>>”

Ho trovato questo libro molto particolare, ammetto che mi aspettavo qualcosa di diverso, una trama diversa, ma che mi ha portata comunque a vivere le storie di questi tre animali che devono affrontare il freddo siberiano e anche le loro paure. Un libro sicuramente diverso da tutti gli altri.

“<<Ecco, un altro scrittore disse che i fiori sono segreti della terra svelati al cielo. Forse l’amure è un segreto che devi dire. E anche dopo che l’hai detto continua a bruciarti nel petto perché non l’hai detto tutto. È come un rametto infuocato con il quale puoi dare fuoco ad altri rami senza che la fiamma perda calore…>>.”

Consiglio la lettura del libro a tutti. Fa entrare dentro un mondo magico, ricco di emozioni.

otto

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