Recensione Cruel di Debora C Tepes

Con la Recensione di oggi torniamo al Maniero con il sesto volume della Red Oak Manor Collection: Cruel di Debora C Tepes.

Recensione Cruel di Debora C. Tepes

Titolo: Cruel Link Amazon
Serie: Red Oak Manor Collection # 6
Autore: Debora C. Tepes
Editore: Self publishing
Data Uscita: 26 aprile 2022
Pagine: 378
Narrazione: Prima persona, doppio pov
Finale: conclusivo

Serie Red Oak Manor Collection:
01. Wings di Valentina Ferraro Recensione
02. Stuck di Marilena Barbagallo Recensione
03. Issue di Bianca Ferrari Recensione
04. Misty di Mary Lin Recensione
05. Wrong di Valentina C. Brin Recensione
06. Cruel di Debora C. Tepes
07. Candy di Jenny Anastan
08. Caged di Naike Ror
09. Jaded di Robin C.
10. Shine di Silvia Carbone

Sinossi

La vita non è mai stata clemente con Caleb Klein.
Il dolore e l’abbandono hanno segnato la sua strada sin da quando era bambino, e gli hanno insegnato a proteggere il cuore col filo spinato.
Il passato l’ha reso determinato, a tratti cinico e spesso crudele.

Ed è così che è riuscito a formare la sua banda di criminali, disperati e sperduti come lui, costretti a crescere tra le mura di Red Oak Manor. Insieme, sono indistruttibili. Colpo dopo colpo, costruiranno la loro fortuna e saranno finalmente liberi.
Ma poi c’è lei, Violet.

Lei, con i suoi capelli corvini e gli occhi che sanno leggere oltre i muri che Caleb ha eretto per proteggersi.
Lei, il suo punto di forza.
Lei, la debolezza che potrebbe ridurlo in cenere.

La prima volta che ha incontrato Caleb, oscuro come un angelo caduto e bello da spezzare il fiato, Violet Winters era solo una bambina.
Lui è il suo crudele riflesso, il buio che la nasconde e la protegge.

È il suo capo, colui che per primo ha creduto in lei e ha sanato le ferite del suo passato, permettendole di entrare nella banda e di farne la sua famiglia.
Ma c’è un prezzo da pagare, per riuscire ad arrivare al suo cuore. Ci sono spine da cui lasciarsi ferire, rovi che l’avvolgeranno, strappandole l’anima.
Perché Caleb è il purgatorio che dovrà attraversare per poter rinascere, a qualunque costo.

Recensione di Giulia

Il desiderio di più grande di Caleb è sempre stato quello di andarsene dall’orfanotrofio nell’esatto momento in cui avrebbe compiuti diciotto anni. Sebbene nel Maniero abbia trovato delle persone con cui ha legato tanto da considerarli la sua famiglia, Caleb ha un’idea ben precisa in testa riguardo il suo futuro e non è di certo lavorare in qualche ufficio.

Qualche mese prima di diventare maggiorenne inizia a elaborare il suo piano, soprattutto quando in orfanotrofio arrivano Kristian ei due fratelli Ezra e Jonah. Caleb cerca di addestrarli nell’arte della rapina per poi portarli via con sé costituendo una banda che vivrà di questo. Quello che Caleb però non si aspetta è di decidere di portare con sé anche Violet, un’altra nuova arrivata al Maniero e che ha solamente nove anni.

“Quella ragazzina è sì una croce, ma nello stesso tempo è anche una salvezza. Le devo la vita.”

Violet si dimostra subito una ragazzina molto forte, ciò è dovuto soprattutto al suo passato fatto di abusi e in Caleb lei vede un qualche sorta di protettore. Nel corso dei mesi la vediamo lottare in tutti i modi per poter stare accanto a Caleb, ha un caratterino davvero particolare, tant’è che il suo soprannome è Violent.

Dopo nove anni, ritroviamo la banda ormai ben formata, sono tutti cresciuti, soprattutto Violet che è diventata una donna a tutti gli effetti e il primo ad accorgersene è proprio Caleb. Ma lui dentro di sé ha dei demoni che non possono in alcun modo avvicinarsi a lei e per quanto Caleb la respinga, tanto Violet è intenzionata a non mollarlo. Chi vincerà?

“-Sai cosa ho letto riguardo ai corvi? Che sono la reincarnazione delle anime dannate, è per questo che siete così simili.- “

La Tepes è un’altra delle autrici della Collection di cui non avevo letto mai niente, ma il fatto che ormai questi personaggi siano diventati così familiari per me ha fatto sì che mi sia approcciata alla lettura come se in realtà già la conoscessi. Caleb, infatti, è uno di quei personaggi che impari ad amare nel corso delle altre letture e che non vedi l’ora di sapere di più sulla sua storia.

Come tutti anche lui ha avuto un passato per niente facili e le cui ripercussioni si porta dietro per gli anni a venire. Mi è piaciuto come l’autrice abbia fatto vedere degli sprazzi di vulnerabilità in un ragazzo che all’apparenza sembra una roccia, di come decida di “rapire” quattro minorenni pur di avere la sua banda che farà diventare la famiglia di cui lui ha bisogno.

“Ciò che il mio corpo sente quando lui è nei paraggi. Il fuoco che avvampa nelle vene, le pulsazioni che accelerano deliranti, il cervello che va completamente in tilt. Tutto questo moltiplicato per un milione. È così che mi sento quando sono con lui. Viva all’ennesima potenza. Ma basta un suo semplice rifiuto per farmi morire dentro. L’amore che provo per Caleb è oscuro, tossico e ossessivo, eppure è il primo tipo di amore che io abbia mai conosciuto. È l’unico tipo di amore che il mio cuore malconcio abbia mai provato.”

Sebbene la storia generale sia buona in quanto non è per niente il solito romance da cuori e cioccolatini, la cosa preponderante del racconto è il continuo tira e molla tra i due protagonisti che inizia fin dal momento in cui si incontrano per la prima volta. Questa cosa ha rallentato un bel po’ la mia lettura, i momenti di “pace” sono sempre intervallati da crisi di rabbia dell’uno o dell’altra.

Caleb si salva perché negli scontri speso è lui quello che ha ragione mentre lei penso sia uno dei personaggi femminili più odiosi che abbia mai letto. Passi che a nove anni puoi essere una rompipalle di quel tipo, ma non a diciotto. Spesso il suo comportamento è meno maturo di una bambina piccola, cosa che porta giustamente ad esasperare tutti gli altri personaggi.

Al contrario, ho davvero amato i fratelli Jonah e Ezra, soprattutto quest’ultimo che è di una dolcezza infinita e l’attaccamento che i due hanno è meraviglioso. Questa è una delle poche cose che salvo del libro insieme al fatto che comunque mi è piaciuta a scrittura di Debora C. Tepes, per questo motivo ho deciso di leggere altro di lei ma magari cambio genere.
Per ora Cruel il libro che meno mi è piaciuto della serie!

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