Recensione Niente caffè per Spinoza di Alice Cappagli

Niente caffè per Spinoza di Alice Cappagli

Con la recensione di Niente caffè per Spinoza di Alice Cappagli, edito da Einaudi andiamo a scoprire questa scrittrice italiana che ci farà entrare in un mondo pieno di libri. Andiamo a scoprirlo insieme.

Alice Cappagli è livornese e ha suonato il violoncello nell’orchestra del teatro alla Scala dal 1982 al 2019. Laureata in filosofia, ha pubblicato nel 2010 per Statale 11 un racconto a tema musicale dal titolo Una grande esecuzione. Per Einaudi ha pubblicato anche Ricordati di Bach.

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Niente caffè per Spinoza di Alice Cappagli

Titolo: Niente caffè per Spinoza Link Amazon
Autore: Alice Cappagli
Editore: Einaudi
Data di uscita: 05 Febbraio 2019
Genere: Narrativa Italiana
Pagine: 278
Narrazione: Prima persona
Finale: Conclusivo

Sinossi

Quando all’ufficio di collocamento le propongono di fare da cameriera e lettrice a un vecchio professore di filosofia che ha perso la vista, Maria Vittoria accetta senza pensarci due volte. Il suo matrimonio sta in piedi «come una capannuccia fatta con gli stuzzicadenti» e tutto, intorno a lei, sembra suggerirle di essere arrivata al capolinea.

Il Professore la accoglie nella sua casa piena di vento e di luce e basta poco perché tra i due nasca un rapporto vero, a tratti comico e mordace, a tratti tenero e affettuoso, complice. Con lo stesso piglio livornese gioioso e burbero, Maria Vittoria cucina zucchine e legge per lui stralci di Pascal, Epitteto, Spinoza, Sant’Agostino, Epicuro. Il Professore sa sempre come ritrovare le verità dei grandi pensatori nelle piccole faccende di economia domestica e Maria Vittoria scopre che la filosofia può essere utile nella vita di tutti i giorni.

Ogni lettura, per lei, diventa uno strumento per mettere a fuoco delle cose che fino ad allora le erano parse confuse e raccogliere i cocci di un’esistenza trascorsa ad assecondare gli altri. Intorno c’è Livorno, col suo mercato generale, la terrazza Mascagni e Villa Fabbricotti, le chiese affacciate sul mare. E una girandola di personaggi: gli amici coltissimi del Professore, la figlia Elisa, la temibile Vally, cognata maniaca del controllo, la signora Favilla alla costante ricerca di un gatto che le ricorda il suo ex marito, i vecchi studenti che vengono a far visita per imbastire interminabili discussioni.

E poi Angelo, ma quello è un discorso a parte. A poco a poco Maria Vittoria e il Professore s’insegneranno molto a vicenda, aiutandosi nel loro opposto viaggio: uno verso la vita e l’altro – come vuole l’ordine delle cose – verso la morte. Senza troppi clamori, con naturalezza, una volta chiuso il libro ci rendiamo conto che la lezione del Professore sedimenta dentro a tutti noi: dai libri che amiamo è possibile ripartire sempre, anche quando ogni cosa intorno ci dice il contrario.

Recensione di Gabriella

Maria Vittoria è in cerca di lavoro e quando all’ufficio di collocamento le offrono un lavoro di badante per un vecchio professore ormai cieco che occasionalmente può chiederle di leggergli qualcosa, non se lo fa ripetere due volte e accetta. A casa non va benissimo e tornare a lavorare è sicuramente il modo migliore per uscire e prendere una boccata d’aria.

L’anziano non è che un professore di filosofia ormai in pensione diventato cieco che la porta a conoscere Pascal, Epitteto, Sant’Agostino, Epicuro e Spinoza. Con queste letture lei inizia a dare un senso alla sua vita e a prendere delle decisioni che fino a quel momento non aveva nemmeno preso in considerazione, dando così maggior senso a sé stessa.

“Gli abbinamenti dei sapori semplici la dicevano lunga. Quello dolcissimo della frutta con quello salato della schiacciata sapeva di voglia di fare, di cambiare. Nulla a che vedere con quello delle verdure nell’acqua, a mollo nella bollitura dei doveri. i doveri e la noia sanno di zucchine lesse, un sapore amarognolo che difatti non piaceva nemmeno al professore.”

Questo libro ha un che di molto poetico e romantico, nonostante di romantico non ci sia niente, ma riesce a dare un senso con le varie letture che il Professore fa leggere a Maria Vittoria. Due personaggi che mi sono piaciuti tantissimo. Maria Vittoria, inizialmente una persona molto sottomessa, che non si azzarda a prendere iniziative, sottomessa da un marito che non ha rispetto per lei e che la tratta quasi come un estranea, buona solo, per lui, a sistemare casa, lavare e stirare camicie.

Il Professore l’ho trovato poetico sotto tutti i punti di vista. Non vede, ma vede tutto e riesce anche a leggerti dentro tanto da riuscire a far leggere a Maria Vittoria la frase o il paragrafo giusto al momento giusto. Le permette di diventare una persona nuova e di trovare il coraggio per esserlo.

Il Professore è veramente un personaggio positivo, che riesce a dare a tutti la giusta attenzione.
Anche i personaggi secondari, come gli amici del Professore, mi sono piaciuti tantissimo, divertentissimi e giusta compagnia per lui ma anche per chi gli sta intorno.

“-Che cosa mi leggi?
-Non ne ho più visti di Pensieri di là, però c’è un libro nuovo che prima non c’era.
-Riesci a leggere il titolo con questa poca luce?
-Le confessioni di Sant’Agostino.
-Bene, allora vorrei che mi leggessi quel pezzo tanto bello, quello che dice <<Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova…>>
-Più o meno a che punto?
-Libro decimo.
-<<Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Sì, perchè tu eri dentro di me e io fuori>>.
L’aveva sussurrata con me, parola per parola, e mi chiesi perchè avesse voluto farmela leggere se la sapeva a memoria. Ma forse è come quando ti piace una canzone, che l’ascolti mille volte per risentirla.”

La trama è molto semplice, tranquilla, nonostante il “non detto” che poi esce fuori grazie ai libri. Libro ambientato ai giorni nostri ma che sarà contemporaneo anche tra vent’anni. Racconta di storie che accadono tutti i giorni, che hanno bisogno di quella luce che si trova a casa del Professore, capaci di illuminare le giornate e di far vedere anche quello che c’è dentro.

Libro veramente bello, che ti commuove. Consiglio questo libro a tutti quelli che cercano qualcosa per trovare quella spinta in più.

nove

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