Recensione Nascosti dal mondo di J W Kilhey

Con la Recensione di oggi faremo un salto nel tempo e torneremo nel 1950 Nascosti dal mondo di J W Kilhey racconta le esperienze di due giovani uomini dopo la seconda guerra mondiale.

Recensione Nascosti dal mondo di J. W. Kilhey

Titolo: Nascosti dal mondo Link Amazon
Titolo originale: 
Hidden away
Autore: 
J. W. Kilhey
Editore: Triskell Edizioni
Data Uscita: 27 gennaio 2016
Pagine: 407
Narrazione: Terza persona, doppio pov
Finale: Conclusivo  

Sinossi

Franklin D. Roosevelt ha detto: “Nessun uomo e nessuna forza possono abolire la memoria.”
John Oakes e Kurt Fournier sono la prova vivente della verità dietro quelle parole. Sin dai tempi degli orrori della Seconda Guerra Mondiale, John e Kurt hanno arrancato per portare avanti le loro esistenze, sanguinando da ferite che non sono mai guarite. Ora si ritrovano nel 1950: la guerra può essere finita, ma la battaglia per trovare la pace è appena iniziata.

John, dottorando alla UC Berkeley e veterano, fluttua attraverso la vita del dopoguerra fino a quando coglie il misterioso Kurt a suonare di nascosto un pianoforte all’università. John pensa di poter trovare un po’ di conforto in compagnia di Kurt ma non sa come creare una connessione con quell’uomo che vive una vita di prudente solitudine. Senso di colpa e rammarico minacciano di invalidare le loro speranze di avere una vita normale. Nessun uomo è un’isola, quindi John e Kurt devono mettere a rischio il loro cuore per trovare la felicità. Sfortunatamente, i ricordi e le paure possono paralizzare anche la persona più forte.

Recensione di Giulia

John è americano e negli anni ’40 si è ritrovato a partire per l’Europa per liberarla dai nazisti e ristabilire la pace. Lì però ha visto e fatto cose indicibili per liberare milione di uomini, donne e bambini tenuti prigionieri nei lager.
Finita la guerra, John decide di riprendere gli studi ma il passato continua a perseguitarlo. Quando un giorno trova un inserviente a suonare meravigliosamente il pianoforte, lui ne è subito attratto, ma quel suo accento tedesco lo fa ripiombare nei suoi peggiori incubi.

John è convinto che quell’uomo potrà aiutarlo ad uscirne dato che c’è sempre lui in quei suoi strani sogni, ma ha paura che sia un nazista e di doverlo odiare per questo.
Kurt ha vissuto con i suoi genitori a Monaco fino all’età di nove anni, poi lo hanno mandato a vivere con i suoi zii a Vienna perché la sua famiglia era troppo povera per mantenerlo.

“Cado in uno stato d’incoscienza ripromettendomi di scoprire di più sull’uomo che ha catturato i miei pensieri, il prima possibile. In qualche modo lui possiede la chiave per sbloccare la mia angoscia. Sbloccare me stesso. Desidero essere libero. Desidero il perdono, qualcosa che mi assolva. Non so perché penso che lui me lo possa offrire, ma non c’è modo di negare che sono attratto da lui. C’è un desiderio dentro di me che mi spinge a capirlo, è una profonda consapevolezza che dietro quel desiderio di capire, c’è il bisogno di sapere.”

Kurt è un ragazzo timido e introverso ma è un eccellente pianista, tant’è che inizierà a studiare per poter sfondare in quel campo. Durante delle prove per un concerto conosce Peter, un famoso violinista ed è in quel momento che la sua vita prenderà una brutta piega e finirà lui stesso in un lager nazista.
Siamo nel 1951 e la guerra è finita ormai da sei anni, Kurt è libero, è riuscito a sopravvivere e vive insieme alla famiglia di un professore francese in California, ma anche lui ha i suoi demoni da combattere.

“-La storia ci dimenticherà.- Kurt torce la sua cicatrice, il viso rosso, la voce inflessibile. […] -L’ha già fatto. Guardo i libri nella biblioteca universitaria. Ce ne sono già centinaia sui conflitti con i nazisti ma nessuno sugli omosessuali. Nessuno parla di noi. Siamo già stati dimenticati perché la società preferisce non affrontare ciò che non capisce. Qualcosa che scegli di non capire. È più facile soffocarlo, controllarlo e ucciderlo.-“

Due anime squarciate che si incontrano e si riconoscono, che sanno che l’altro è l’unico in grado di capirlo davvero, di capire come il proprio passato bussa spesso alle loro porte per riportarli nei loro incubi peggiori. Ma pian piano capiranno che è proprio l’altro che riuscirà in qualche modo a guarirlo da questi traumi.

Non so nemmeno da cosa iniziare per dire cosa questo libro mi ha trasmesso. Non è assolutamente un racconto semplice, ti straccia l’anima a ogni parola, ti porta in un mondo che non conosci e di cui hai sentito solo parlare, ma la bravura della Kilhey riesce a farti immergere nelle parole così tanto da farti sembrare che sei proprio lì dentro con loro.

“«Non si possono calcolare i costi della guerra serviti a dare la libertà. Non sarai mai in grado di conteggiare quanto hai pagato, ma le vite dei prigionieri che hai salvato non avevano valore finché tu non gliel’hai restituito. Hai dato tutto ciò che avevi, non potevi fare di più.» “

Spesso ho dovuto fermare la lettura per cercare di non piangere e mi sono ritrovata a provare tanti sentimenti contrastanti, soprattutto in una scena particolare. Il racconto di John e Kurt è uno di quelli che bisognerebbe che leggessero tutti, anche se è straziante e pensi di non riuscire più a continuare a leggere.
Sicuramente uno dei più bei libri che abbia letto nella mia vita.

Lo consiglio con la consapevolezza che non è un libro facile visto che parla di ciò che hanno fatto agli omosessuali durante la 2GM (credetemi che l’autrice non si risparmia a dettagli), quindi bisogna leggerlo con lo spirito d’animo giusto. Molto bella la scrittura, leggerò altro di lei!

Se anche tu lo hai letto e vuoi dire la tua non esitare e commenta qui sotto!

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